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Sentenza clamorosa dell’avvocato Venanzio di Sorrento: “il figlio ha diritto di accedere alle informazioni sanitarie della madre biologica”

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Sentenza clamorosa dell’avvocato Pietro Venanzio di Sorrento: “il figlio ha diritto di accedere alle informazioni sanitarie della madre biologica”.

La volontà della donna di restare anonima non esclude il diritto del figlio a conoscere l’anamnesi o la presenza di eventuali patologie anche ereditarie.

Il giudice non può negare alla figlia di accedere ai dati sanitari che riguardano i suoi genitori, solo basandosi sulla volontà, mai rimossa, della madre di restare anonima.

La Cassazione (sentenza 22497) accoglie sul punto il ricorso di una signora ultracinquantenne, arrivata fino all’ultimo grado di giudizio, per rivendicare il suo diritto di accesso alle origini.

La ricorrente chiedeva ai giudici di procedere all’interpello della madre biologica per capire se c’erano margini di ripensamento da parte sua, oltre a chiedere di poter prendere visioni delle informazioni sanitarie relative al genitore naturale e alle anamnesi familiari, fisiologiche e patologiche, con particolare riferimento alle malattie ereditare trasmissibili.

La Corte d’Appello aveva negato entrambe le possibilità.

La madre biologica aveva ormai oltre 90 anni, un deterioramento cognitivo e una depressione bipolare. Malgrado non fosse interdetta dunque, il quadro era tale da impedire qualunque contatto nel senso auspicato dalla figlia tale da turbare un equilibrio psico-fisico già compromesso. Il no espresso dai giudici all’interpello della donna era stato esteso anche all’eccesso agli atti sanitari.
Per la Cassazione quest’ultimo è ingiustificato

La Suprema corte avalla la scelta dei giudici di seconda istanza di negare la possibilità di sentire la madre sulla conferma o meno di una volontà espressa oltre 50 anni prima al momento del parto e comunque mai nella vita messa in discussione nei fatti: la donna non aveva mai cercato la figlia.
A distanza di tanto tempo il quadro clinico della donna era tale da precludere atti che potevano pregiudicarlo ulteriormente.

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