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Scuola, si parte il 13 settembre ma a che ora? Incognita Green Pass, studenti e trasporti che a Napoli saranno già in sciopero

Scuola, si parte il 13 settembre ma a che ora? Incognita Green Pass, studenti e trasporti che a Napoli saranno già in sciopero . A parte Sant’Agnello , che applicando la legge ha pubblicato una circolare specifica che obbliga di fatto al green pass, nelle altre scuole da Sorrento a Positano ed Amalfi ancora si vive nell’incertezza di disposizioni più certe. In Penisola sorrentina e Costiera amalfitana ci si sta organizzando, la Regione Campania, conoscendo De Luca, applicherà norme più rigide, ma già si prospettano problemi per il trasporto, sciopero il 17 settembre a Napoli, mentre per la Circumvesuviana è un terno al lotto sperare che vada tutto bene, stando alla cronaca locale.

La campanella della scuola, il 13 settembre, tornerà a suonare. Ma a che ora? Questo è ancora tutto da decidere. Una volta, prima del Covid, l’attesa delle famiglie riguardava solo la data di inizio delle lezioni scolastiche ma ora tutto è cambiato: la vera incognita da sciogliere, adesso, riguarda l’orario di ingresso visto che anche quest’anno dovranno esserci gli scaglionamenti orari. Per evitare sia che si creino assembramenti fuori dai cancelli degli istituti sia che tutti gli studenti delle superiori salgano a bordo di bus e metropolitane alla stessa ora.
GLI ORARI SCAGLIONATI
E così torna l’incubo degli orari posticipati. Riguarda tutti, dalla materna alle superiori. Per gli alunni più piccoli, lo stravolgimento degli orari rischia di mettere in crisi le famiglie; per gli studenti delle superiori il problema riguarda tanto le famiglie quanto l’organizzazione scolastica e lo studio, soprattutto quello da fare nel momento in cui si torna a casa. Gli istituti comprensivi, dall’asilo alle medie, devono dividere gli orari per far sì che quando i genitori arrivano a scuola per accompagnare o prendere i bambini abbiano poi il tempo di andare via e lasciare spazio alle classi successive. Non è possibile consentire la ressa fuori dal cancello quindi i gruppi devono essere di poche classi. Per questo è possibile utilizzare anche più ingressi, sempre che l’istituto ne abbia diversi. La decisione spetta ai dirigenti dei singoli istituti ma ad oggi non è ancora stato comunicato come potranno organizzarsi: una bella incognita per i genitori che, da qui a tre settimane, dovranno far coincidere gli orari di scuola con quelli del lavoro. Chi potrà, chiamerà a raccolta nonni e baby sitter: il resto dovrà fare i conti con disagi non da poco. Specie se in famiglia ci sono più figli in età scolare: «Così è difficile organizzarsi – spiegano i rappresentanti dei genitori di un liceo romano – abbiamo bisogno di sapere per tempo gli orari che adotteranno le scuole frequentate dai figli, altrimenti impossibile far coincidere tutto».
I TRASPORTI
Gli orari delle superiori, invece, sono strettamente legati al trasporto pubblico: per evitare di mandare in tilt il servizio, che comunque deve marciare all’80% della capienza massima, si proverà a dividere i ragazzi in blocchi separati. Nell’anno scolastico 2020-2021 il caos dei trasporti fu una delle cause per cui si decise di chiudere le lezioni in presenza a novembre e mandare tutti in didattica a distanza, al 100%. Poi, per la ripresa in presenza a gennaio, vennero creati due orari distinti e ben separati: il primo con l’ingresso alle 8 di mattina e il secondo alle 10. Per settembre non si è deciso se adottare questa soluzione o lasciare ai territori la scelta. «Restiamo in attesa di notizie sullo scaglionamento degli orari d’ingresso – ha spiegato Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi del Lazio – dopo aver rappresentato le criticità che essi comportano al prefetto di Roma e sollecitato l’adeguamento dei trasporti pubblici». Le criticità non sono poche: una classe di scuola superiore, a cominciare dagli istituti tecnici e professionali, può stare in aula anche per 6 ore. Entrando alle 10, si esce alle 16 a meno che non si facciano lezioni da 45 minuti per ridurre i tempi. «Si crea anche un problema didattico – spiega Stefano Sancandi, dirigente scolastico del liceo Primo Levi di Roma – sarebbe opportuno lasciare alle scuole la possibilità di decidere, in base alle necessità anche territoriali». Il liceo Primo Levi, nella Capitale, si trova vicino ad altre due scuole: l’istituto De Pinedo e il Peano. «Facendo entrare tutti alle 8 e alle 10 – spiega – con tre scuole abbiamo comunque creato due maxi ingressi. Sarebbe stato meglio darci la possibilità di organizzarci tra noi».
Lorena Loiacono

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