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Salerno, al Ruggi ambulanze in fila per ore davanti al Pronto Soccorso. Il 90% degli assistiti in codice bianco. Allarme del sindacato

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Salerno, al Ruggi ambulanze in fila per ore davanti al Pronto Soccorso. Il 90% degli assistiti in codice bianco. Allarme del sindacato.

Come si legge dalle pagine odierne del quotidiano La Città di Salerno, anche nove ambulanze in fila per ore davanti al Pronto soccorso del “Ruggi”, poi si scopre che il 90% delle persone trasportate sono codici bianchi. Nel frattempo, ad ingolfare sia il reparto di emergenza sia gli altri del ospedale di Salerno arrivano tanti pazienti, dall’Agro nocerino, dall’Avellinese e dal Napoletano viste le difficoltà che in queste strutture hanno a dare una risposta celere per mancanza di personale. Questi i due fenomeni che si stanno registrando da alcuni giorni e il Covid non c’entra assolutamente nulla anche perché i pazienti che arrivano in ospedale per problemi legati all’infezione sono pochi.

Una doppia singolarità, quindi, che fa emergere tutto tutte le difficoltà della sanità campana legate soprattutto all’ospedale ma anche alla medicina territoriale. «Un buon 90% di queste ambulanze in fila ha trasportato pazienti poi classificati in codice bianco», afferma Enzo De Paola , direttore sanitario del presidio di via San Leonardo. «Un arrivo in massa che si sta registrando da alcuni giorni con file di attesa per essere curati». Ma se sono codici bianchi si tratta di patologie che non dovrebbero assolutamente arrivare in ospedale, meno che mai con un’ambulanza, ed essere curate dalla medicina territoriale. È impensabile, infatti, che un medico del 118 trasporti al Pronto soccorso un paziente poi classificato codice bianco. Andando ad indagare, però, il direttore di presidio ha scoperto questo particolare: «Si tratta quasi tutti di ambulanze private e non del servizio 118. Quindi ci sono persone che anche per una semplice mialgia chiamano un’ambulanza privata e si fanno trasportare in ospedale per farsi visitare». Una scoperta

che fa cadere le braccia, con persone che dall’Avellinese, dalla Valle dell’Irno, dall’Agro nocerino e da Comuni attorno a Salerno chiamano ambulanze private per farsi visitare in ospedale, per prestazioni che potrebbero trovare benissimo in una guardia medica o dal medico di famiglia.

Ora questi pazienti, essendo codici bianchi, dovranno pagare il ticket del Pronto soccorso (sono gratuiti solo le prestazioni per codici verde, giallo e rosso) e l’ambulanza privata. È anche vero che migliaia di cittadini in provincia di Salerno ancora non hanno medico di famiglia a causa del pensionamento del proprio e delle difficoltà di trovare sostituti. La carenza dei medici e soprattutto di specializzati è un problema che interessa la medicina territoriale e anche quella ospedaliera. Molti ospedali, soprattutto quelli in provincia, diminuiscono la loro capacità di offrire prestazioni sanitarie in tempo celere e tanti utenti si fanno dimettere e in ambulanza arrivano a Salerno. «È capitato anche poche ore fa, una paziente con il femore rotto ricoverata in un ospedale dell’area nord della provincia si è fatta dimettere ed è arrivata qui al Ruggi», sottolinea Francesco Bruno , delegato della Cgil medici. «Analoghi trasferimenti sono avvenuti nei giorni scorsi». Quello che da più parti veniva sottolineato, la necessità di rinforzare in modo particolare l’area Nord della provincia con medici e infermieri creando anche un Dea di secondo livello nell’Agro nocerino si sta verificando e le conseguenze le paga proprio il “Ruggi”. Alla fine, la politica di prediligere sempre l’ospedale di Salerno e lasciare a sé l’Agro nocerino finisce proprio per penalizzare il presidio di via San

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