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Reddito di cittadinanza indebito, denunciati in 36 da Cava de’ Tirreni alla Costiera amalfitana, rischiano fino a sei anni, ecco perchè

Reddito di cittadinanza indebito, denunciati in 36 da Cava de’ Tirreni alla Costiera amalfitana, rischiano fino a sei anni, ecco perchè

IL FATTO

La Guardia di Finanza della Compagnia di Cava de’ Tirreni ha denunciato ,  come anticipato da Positanonews, durante un’operazione in provincia di Salerno,  residenti nei comuni di Vietri sul Mare, Cetara, Maiori e Minori in Costa d’ Amalfi  per un danno di circa 264mila euro. Queste persone avrebbero presentato documenti falsi per attestare di guadagnare di meno e di avere un patrimonio inferiore al reale e vedersi così assegnato il sussidio.

Già dallo scorso mese di maggio le Fiamme Gialle sono state impegnate nelle attività di contrasto alle indebite percezioni di erogazioni pubbliche: ai diversi Comuni della Costiera erano state richieste le liste dei cittadini riceventi il Reddito di cittadinanza al fine di accertare che su di questi non penda l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici, applicata a determinati condannati.

Le indagini degli  uomini delle fiamme gialle non sono ancora terminate e potrebbero esserci ulteriori evoluzioni.

IL REATO DI TRUFFA E/O DICHIARAZIONE FALSA POTREBBE PORTARE FINO A 6 ANNI DI CONDANA

Le truffe per ottenere indebitamente il reddito di cittadinanza sono, purtroppo, all’ordine del giorno. La cronaca è ricca di casi di scoperte di parecchi abusivi percettori ed anche sul nostro sito abbiamo parlato delle frodi più eclatanti.

Uno dei modi più comodi per riuscire a prendere il sussidio è quello delle false dichiarazioni. In fase di ammissione al beneficio, infatti, il richiedente è tenuto ad indicare ufficialmente di essere in possesso dei necessari requisiti lavorativi e reddituali.

Le attestazioni da fornire sono molte e riguardano la soglia di reddito personale e del nucleo familiare, lo stato di disoccupazione e i vari aspetti della propria situazione economica, compreso il possesso di beni patrimoniali e le eventuali vincite al gioco.

Una volta acquisiti i dati dichiarati dall’interessato, la pubblica amministrazione si mette in moto per accertarne la veridicità; ad esempio vengono svolti controlli su residenze e lavori in nero ed anche in seguito proseguono le verifiche per stabilire se chi ha già ottenuto il reddito può mantenerlo, come i controlli su chi rifiuta il lavoro. Il problema è che il più delle volte si tratta di controlli successivi e non preventivi; così nel frattempo alcuni riescono a farla franca, ottenendo per mesi o anni una provvidenza cui non avrebbero diritto.

Vediamo però più da vicino e in dettaglio sul reddito di cittadinanza cosa rischia chi attesta il falso: la macchina dello Stato è talvolta lenta ed imprecisa – basta pensare al fatto che i controlli vengono effettuati a campione e solo successivamente alla erogazione delle somme – ma una volta che si è messa in moto ed arriva a scoprire i “furbetti del reddito di cittadinanza” diventa implacabile con i malcapitati che finiscono nella rete: le conseguenze per chi ha reso dichiarazioni mendaci sono molto gravi e comportano inevitabilmente la pena della reclusione, che può arrivare fino a 6 anni di carcere.

Anche la giurisprudenza ha dato una stretta su questi fenomeni e non lascia scappatoie: in una nuova sentenza che esamineremo, la Cassazione ha affermato che la pena detentiva va applicata anche a chi nonostante le false dichiarazioni rese, avrebbe avuto comunque diritto alla percezione del reddito.

Reddito di cittadinanza: i requisiti di ammissione

La legge istitutiva del reddito di cittadinanza impone innanzitutto al richiedente di dichiarare esattamente e in maniera completa la propria situazione personale e le sue condizioni economiche, estese all’intero nucleo familiare di appartenenza.

Per fare il punto sui documenti necessari ti invitiamo a leggere la nostra guida completa “Reddito di cittadinanza 2021” aggiornata all’ultima legge di Bilancio che ha stabilito alcune variazioni rispetto al passato; per conoscerle nel dettaglio leggi anche l’articolo “Reddito di cittadinanza: ultime notizie”.

Tra i requisiti di ammissione spiccano quelli contenuti nella domanda per reddito di cittadinanza: è un’autodichiarazione da compilare con cura in tutte le sue parti perché, come vedrai tra poco, una rappresentazione non veritiera di fatti e circostanze comporta non solo la perdita del sussidio e l’impossibilità di riottenerlo per i successivi 10 anni, ma anche l’applicazione di pesanti sanzioni penali.

Reddito di cittadinanza: le condizioni per ottenerlo

Le principali condizioni per avere diritto al reddito di cittadinanza sono lo stato di disoccupazione o di non occupazione stabile e un reddito Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro.

Inoltre c’è una soglia relativa al possesso di immobili (a parte la prima casa) il cui valore non deve superare i 30mila euro, mentre il patrimonio mobiliare (composto dalle giacenze di conti correnti, dai depositi in titoli, libretti, obbligazioni, azioni o altri cespiti finanziari) deve essere al di sotto della soglia di 6mila euro (incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare).

Anche le autovetture sono considerate: occorre che nessun componente della famiglia del richiedente possieda autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi o con cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli immatricolati nel biennio precedente o con cilindrata maggiore di 250 cc; il tutto ad eccezione dei soli veicoli per persone disabili.

Reddito di cittadinanza: quando non spetta e quando si perde

Se si eccede uno qualsiasi dei limiti che abbiamo indicato il reddito di cittadinanza non spetta: mancherebbero, infatti, le necessarie condizioni di disoccupazione lavorativa e di indigenza economica che giustificano l’erogazione della misura di sostegno.

Una volta ottenuto il reddito, però, si può decadere dal reddito di cittadinanza sia quando non si sottoscrive il patto per il lavoro o per l’inclusione sociale o non si partecipa alla ricollocazione (in proposito leggi “Reddito di cittadinanza: cosa fare per non perderlo“) sia quando, mentre lo si sta percependo, vengono superate le soglie reddituali o patrimoniali che ti abbiamo indicato.

In particolare, la dichiarazione Isee va sempre aggiornata per mantenere il beneficio dopo i 18 mesi dalla prima ammissione (leggi “Reddito di cittadinanza: quando scade“).

Inoltre il reddito viene revocato se emerge che sono state dichiarate circostanze false per ottenere il Reddito, oppure quando si è omesso di comunicare tempestivamente le variazioni delle condizioni economiche o della situazione lavorativa che incidono sulla fruizione. Sono situazioni diverse e che, come ti spiegheremo tra poco, comportano pene differenti.

Intanto per conoscere alcuni esempi specifici di queste situazioni leggi l’articolo “Reddito di cittadinanza: perdita, riduzione e sanzioni”.

False dichiarazioni nella richiesta di reddito di cittadinanza: quando è reato

La legge istitutiva del reddito di cittadinanza [1]  è molto severa e prevede due specifiche fattispecie di reato in caso vengano rese dichiarazioni mendaci. Si tratta, sostanzialmente, di due ipotesi di truffa finalizzata ad ottenere il reddito di cittadinanza, per le quali sono previsti due distinti reati speciali.

Il primo caso riguarda «chiunque, al fine di ottenere indebitamente il beneficio, rende o utilizza documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute»; la pena prevista per questa ipotesi è la reclusione da 2 a 6 anni.

Il secondo caso concerne, invece, «l’omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio» ed è punita con la reclusione da 1 a 3 anni.

Si tratta di reati di pericolo, cioè volti a tutelare la pubblica amministrazione da falsità, anche mediante omissioni, nelle dichiarazioni necessarie per valutare le condizioni di ammissibilità al beneficio oppure per il suo mantenimento; non è dunque necessario che, a seguito del mendacio, il danno per lo Stato si sia effettivamente realizzato (le dichiarazioni false potrebbero essere scoperte prima che il sussidio venga erogato).

Cosa succede quando il reddito di cittadinanza spetta anche tenendo conto dei dati omessi

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