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Pompei, l’ira dei tour operator: «È già boom di visite disdette»

Pompei, l’ira dei tour operator: «È già boom di visite disdette». Ce ne parla Susy Malafronte in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Scatta il conto alla rovescia per il Green pass da «associare» al biglietto d’ingresso, e nelle città d’arte le proteste si moltiplicano: non per lo stumento in sé, ma per la confusione che si è subito generata tra i potenziali turisti, molti dei quali hanno deciso di disdire la visita programmata. «Siamo già oltre il 50 per cento dei rimborsi, ovviamente non del ticket d’ingresso al singolo sito ma dell’intero viaggio prenotato», dice Giuseppe Scanu, presidente per Campania e Basilicata di Fiavet, la Federazione delle agenzie di viaggio. «Sono del parere che stabilire delle regole è più che giusto, purché siano regole certe e non regole che alimentano il caos», precisa Scanu. La regola, in verità, sembra chiara: da venerdì prossimo anche le aree archeologiche di Pompei e di Ercolano, oltre a tutti i musei più gettonati come il Museo Archeologico di Napoli e la Reggia di Caserta, ma anche il Mav di Ercolano, saranno off-limits per chi non ha il certificato verde, che si ottiene solo se si è vaccinati, guariti dal Covid o negativi a un tampone effettuato entro 48 ore. «Ma siamo in Italia e, come sempre, è più semplice parlare ed è sempre difficile fare i fatti», dice Scanu: «Ottenere il green pass è una impresa impossibile per chi non lo ha ricevuto, stiamo aiutando i nostri clienti a entrarne in possesso, ma la burocrazia ci mette con le spalle al muro. Nessuno risponde ai numeri dedicati del ministero, delle Regioni e delle Asl. L’utenza è allo sbando e le agenzie perdono clienti e soldi». Il presidente degli agenti di viaggio fa esempi concreti: «Ci sono – dice – clienti prenotati che hanno patologie e che non possono vaccinarsi. O genitori di ragazzi con più di 12 anni, non ancora vaccinati. Come dobbiamo regolarci? Il premier Draghi non ci ha mai risposto. Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia non ci riceve. La Regione Campania ci ignora. L’assessore regionale al turismo non ci convoca».

LE ALTERNATIVE In realtà per ovviare alla mancanza del certificato verde, il turista può avvalersi dell’opzione tampone, da effettuare nelle 48 ore prima della visita al museo o al Parco Archeologico. Opzione però bocciata a priori dalle famiglie, che si vedrebbero gravare di un costo notevole (dai 20 ai 65 euro a tampone, per ogni componente della famiglia), ostico quanto una vera e propria tassa. Così le famiglie per le vacanze scelgono la strada più facile e meno onerosa: chiedere il rimborso alle agenzie e volare verso mete europee dove non c’è l’obbligo del Green pass. «Senza assolutamente entrare nel merito dello scopo che ha inteso prefiggersi il governo, e non avendo ovviamente pregiudizi di sorta nei confronti dei vaccini – obiettano i tour operator – riteniamo che i musei non debbano e non possano essere strumentalizzati per ottenere qualsivoglia scopo estraneo alle loro naturali finalità, specie quando tale strumentalizzazione contribuisca inevitabilmente a compromettere, invece che favorire, la coesione sociale, in aperto contrasto con una delle più intrinseche missioni di un luogo d’arte». Si dice molto preoccupato Cesare Foà, presidente dell’associazione delle agenzie di viaggi Advunite, che conta più di 900 soci: «Un decreto legge scritto male, in maniera incomprensibile a tutti. Anche per i nostri uffici legali. Abbiamo sollecitato risposte, ma il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, e il suo staff forse stanno pensando ad altro senza capire quali sono i pericoli per noi agenti di viaggio» che, all’unisono con Scanu di Fiavet, ribadisce: «Questo 2021, che sembrava avviarsi meglio, ci sta portando al fallimento peggio dell’anno procedente».

LE ATTREZZATURE Intanto Pompei continua a registrare grandi numeri: ieri ha superato i 10mila ingressi. Sembrano superate anche le difficoltà delle prime settimane dopo la riapertura, legate all’obbligo per i visitatori di prenotare il biglietto online e di presentarsi all’ingresso nell’orario stabilito. La disposizione governativa che imporrà da venerdì l’esibizione del Green Pass – pur trattandosi di un museo che si visita quasi del tutto all’aperto – è stata pubblicata ieri sul sito web della direzione archeologica e non sembra preoccupare eccessivamente gli uffici diretti da Gabriel Zuchtriegel: agli ingressi sarà operativo un lettore ottico che dovrebbe rapidamente smaltire le file. Attrezzature simili (ma anche una maggiore presenza di personale) sono annunciati in tutti gli altri siti. La vera incognita resta il numero di visitatori che si presenteranno: se nei luoghi d’arte ci sarà un’epoca «pre» e una «post» Green Pass.

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