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Piano di Sorrento, il prof. Ciro Ferrigno ci racconta la storia di “Amalia ’a Castelloneca”

Piano di Sorrento. Riportiamo il tradizionale racconto del lunedì del Prof. Ciro Ferrigno che oggi ci parla di “Amalia ’a Castelloneca”: «Per tanti anni Giosuè Perrella ha curato l’organizzazione della festa di San Michele a Piano. Un compito non semplice che ha svolto con amore e precisione certosina, pur sapendo di essere sempre e comunque criticato. Per raccogliere le offerte bussava a portoni e porte e saliva un’infinità di scale, misurando la generosità della gente, la partecipazione, l’attaccamento alle tradizioni, ma tante volte pure l’indifferenza e la mancanza di riguardo, con certe porte che rimanevano chiuse.

Ma al piccolo Lello Iacono, le sorelle Fucito raccontavano che tanti anni prima una donna, una certa Amalia ’a Castelloneca, attiva nel mercato del Vallazzano, diventò la maestra di festa in occasione di Sant’Anna, che cade il 26 luglio. Amalia, una vivace popolana venuta a Carotto, si presume per il matrimonio con un nostro concittadino, si attivava, con sufficiente anticipo per organizzare un degno concertino, in onore della Madre della Madonna. Negli anni Trenta e Quaranta del Novecento era ancora aperta al pubblico la cappella della Santa nella prima Traversa San Michele, nel palazzo dei Cafiero e donna Amalia organizzava un concertino nel vicino slargo esistente all’imbocco di Via San Michele, quando Via e Piazza delle Rose non esistevano neppure nella mente degli amministratori. Erano cantanti e musicisti che eseguivano quei brani che normalmente si ascoltavano per la radio ed anche canti patriottici e quelli cari ai fascisti al governo. La gente era semplice e si accontentava di poco ed un concertino tra la bella edicola maiolicata, il negozio di Maresca ed il Bar La Scala, era l’occasione per incontrarsi, far baldoria ed onorare Sant’Anna. Si poteva pure occupare la sede stradale, le macchine erano rare, ogni tanto passava il tram e qualche asinello con il carretto, le luci dei lampioni erano fioche e le notti estive tutte stellate. La festicciola era l’occasione per vedere per strada le “femmene” in un orario insolito ed al bar La Scala i dongiovanni stavano come i cani da presa. Immagino Amalia col vestito della festa al centro dell’attenzione, solerte nel dirigere e dare disposizioni, dispensare bibite fresche ai cantanti ed agli orchestrali. La immagino canticchiare “Pippo non lo sa”, “Tu musica divina”, “La famiglia canterina”, “Faccetta nera”, “C’è una casetta piccina”, “Mille lire al mese”, “Voglio vivere così”, ed i successi di Rabagliati e del Trio Lescano.

Quanto mi sarebbe piaciuto partecipare a quel concertino! Vedere tutta quella gente che ora non c’è più, guardare uno ad uno negli occhi per ascoltare in qualche volto il richiamo del sangue. Vederla ridere, ascoltare musica e ballare con allegria nell’incoscienza dei terribili anni a venire. Osservarla nella spensieratezza di una sera d’estate bagnata di sudore a quattro passi dai bagni di sangue della Seconda Guerra Mondiale. Amalia ‘a Castelloneca ebbe l’imprudenza di organizzare quel concertino anche a Guerra iniziata, forse ignara della gravità del momento storico, attirando su di sé l’irritazione del Vicario Generale della Curia di Sorrento, Mons. Luigi De Martino che ne impedì lo svolgimento. Fu un provvedimento pro-tempore certamente, logico e giusto quanto vogliamo, ma diventò un anatema, da quella volta la festa di Sant’Anna a Carotto non si fece mai più! Torna il vecchio adagio: “Meditate, gente, meditate!”».

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