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Piano di Sorrento, Don Pasquale Irolla: “L’Assunta è l’invito rivolto ad ogni uomo e ad ogni donna a guardare verso l’alto”

Piano di Sorrento. Riportiamo la bellissima omelia di Don Pasquale Irolla pronunciata durante la messa mattutina nella Basilica di San Michele Arcangelo in questo giorno solenne in cui si celebra l’Assunzione della Vergine Maria: ««Ci sono giorni solenni nell’anno liturgico che attendiamo con grande amore e trepidazione perché ci proiettano nel futuro, ci immettono speranza, ci lasciano sbirciare nell’eternità. Noi presi dalla vita quotidiana, dalle difficoltà di ogni giorno, gravati dalla calura di queste settimane, appesantiti da tante cose, oggi riceviamo grazia di leggerezza. Il nostro corpo gravato da tanto male, memoria concreta della nostra vita, oggi diventa leggero nel corpo assunto in cielo di Maria. Lei oggi risplende Regina alla destra del Figlio, lei è la Chiesa Regina, la luna piena che riflette tutta la luce del sole, tutta la grazia del Figlio ed è speranza che anche noi possiamo diventare materia luminosa che emana bagliori di grazia, luce leggera che ci risucchia verso l’alto, verso il regno dei cieli, nel grembo della Trinità.

Questo giorno solenne che noi celebriamo è l’invito a sperare, è voglia di futuro, è speranza che tutto il negativo che ci opprime non è l’ultima parola, è il giorno in cui i nostri defunti sperano di risorgere e ci incoraggiano a correre nel cammino della vita per andare loro incontro perché il nostro corpo, man mano che cresciamo, sembra aggravarsi, ammalarsi, appesantirsi; in realtà diventa diafano, leggero, luminoso di giorno in giorno finché saremo trasfigurati pienamente nella morte e giungeremo alla grazia della risurrezione dei corpi, anche noi a danzare insieme con Maria intorno a Gesù perché fin da questo nostro pellegrinaggio terreno l’abbiamo guardata, imitata, ammirata, invidiata. La Regina risplende ed è per noi motivo di grande gioia ed è anche l’invito a sognare i sogni di Dio. Maria è la terra promessa in cui noi non oseremmo mai entrare, è la nostra possibilità divina per noi creature ferite dal male, è l’isola della speranza che un giorno raggiungeremo e che impareremo a godere, è l’invito rivolto ad ogni uomo e ad ogni donna a guardare verso l’alto, a non lasciarsi attirare o deviare da quel che appare ma andare in profondità.

Maria risplende gloriosa, luminosa, glorificata, il suo corpo non è passato per la decomposizione ma soltanto attraverso la morte, allora vuol dire che la morte è davvero solo un ponte, è solo un piccolo tratto di strada che introduce verso la luce eterna, è la strettoia che noi siamo invitati ad attraversare per spiccare il volo, è la rampa di lancio che ci introduce in Paradiso e noi guardando a Maria oggi riprendiamo a sorridere, a sperare, a guardarci negli occhi, a guardarci allo specchio, a guardare i nostri corpi ed a baciarli, baciare i piedi, baciare le mani, incensare il nostro corpo perché è Santo, perché è tempio dello Spirito Santo ed è destinato a risorgere, a diventare ancora più bello, più luminoso, ad essere corpo che tesse relazioni e che ci promette un benessere che di tanto in tanto noi tocchiamo, sfioriamo nel cammino della vita. Quel sentirci a nostro agio nel nostro corpo che mai sperimentiamo in una maniera piena ma soltanto sfioriamo di tanto in tanto.

Maria è bella, si trova bene nel suo corpo glorioso e nella luce il suo corpo è tutt’uno col suo spirito, non c’è nessun muro di separazione tra quel che sente e quel che prova, che tocca e che vede. Ed anche noi sogniamo di unificarci intorno alla grazia perché possiamo diventare una persona nuova con un corpo che sia davvero luminoso, espressione di noi stessi, non più ferito ma finalmente glorificato.

La solennità di oggi nella calura estiva, nei corpi che si ammassano sulle spiagge, nel desiderio che noi abbiamo di una frescura, di un po’ di grazia, è la carezza di cui abbiamo bisogno come sempre, la carezza di Dio su di noi. Ciascuno di noi guarda la Vergine Maria come Regina nel suo sorriso di madre, nel suo invito rivolto a noi a sperare. Vai avanti nel cammino della vita, quello che tu temi, ciò che ti angoscia, non è l’ultima parola; la grazia è più forte, la grazia può addirittura vincere la gravità, può vincere la morte e introdurci nella luce eterna.

Questo è il giorno dedicato ai nostri corpi che sono corpi luminosi, tempio dello Spirito Santo, corpi da incensare perché sacri, reliquie di noi bambini, anticipo di noi risorti».

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