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Oggi i funerali di Simona, sbranata dai maremmani. Gli ambientalisti: non uccidete i cani

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“Per noi che crediamo, la morte è la vita terrena che cambia e diventa eternità. Chiediamo una carezza al Padre, affinché vi accarezzi con quello che può essere il gesto più bello. Uniamo i nostri cuori e una sola preghiera si innalzi al Signore”. Con queste parole, don Alfonso Napolitano ha celebrato l’ultimo saluto a Simona Cavallaro, la giovane di Soverato sbranata da alcuni cani nei giorni scorsi. In tanti si sono stretti attorno al ricordo di Simona, a partire dai genitori e dal fratello, affranti dal dolore, fino ai suoi amici.

I fatti

La giovane è deceduta giovedì a Satriano, dopo essere stata aggredita da un branco di cani. L’autopsia ha confermato l’aggressione dei cani alle spalle e alle gambe della ragazza, probabilmente durante il disperato tentativo di fuga, così come ricostruito dall’amico che si trovava con lei. Agli accertamenti medico-legali hanno partecipato anche i consulenti del pastore indagato per omicidio colposo. Intanto, l’area pic-nic dove è avvenuta l’aggressione resta chiusa su ordinanza del sindaco.

Gli ambientalisti e la lotta per non abbattere i cani

Intanto gli ambientalisti chiedono che gli animali non vengano uccisi. L’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA) ha chiesto la custodia del branco attualmente sotto sequestro: “Stiamo lavorando per mettere insieme un pool di esperti in rieducazione di questi cani in modo che si possa a tutti i costi evitare la loro soppressione“. “I cani addestrati per difendere le greggi agiscono secondo dei precisi comportamenti da parte di quelli che loro ritengono essere “degli intrusi. Quei cani non vanno soppressi – ha scritto l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA – ma rieducati e riassegnati a chi li sa comprendere, amare ed educare alla convivenza uomo-animale”.

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