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Meta, l’amministrazione comunale sceglie il tecnico per provvedere alla redazione del Puc

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Meta, l’amministrazione comunale sceglie il tecnico per provvedere alla redazione del Puc.

Una corsa contro il tempo per non farsi trovare impreparati,  rispettare le tempistiche e scongiurare il rischio che in municipio possa prima o poi sbarcare un commissario ad acta.

L’amministrazione comunale di Meta ha deciso di rivolgersi a un professionista esterno alla pianta organica dell’ente, l’architetto Rossano Astarita, per provvedere alla redazione del Piano urbanistico comunale, come si legge anche dall’odierna edizione del quotidiano Metropolis.

Lo conferma anche la determina dirigenziale numero 425 firmata dal quinto settore del municipio. Una delle motivazioni principali che hanno spinto la giunta guidata dal sindaco Giuseppe Tito ad attivarsi con un soggetto esterno all’ente è la mancanza di personale in Comune. L’obiettivo è non perdere altro tempo e provvedere all’elaborazione di un piano adeguato.
Già l’anno scorso, di questi tempi, l’amministrazione Tito si attivò sul punto tanto da approvare un atto di indirizzo. Se non dovessero essere rispettati i tempi dettati da Palazzo Santa Lucia, la Regione Campania nominerà per ogni comune un commissario ad acta con la possibilità – alquanto concreta -di rischiare anche un contenzioso amministrativo dinanzi ai magistrati del Tar della Campania. Evidente l’obiettivo della Regione Campania: andare a sbloccare un autentico aggiornamento dei vecchi piani regolatori. A Meta, l’amministrazione Tito conta di farcela e rispettare l’agenda dettata dalla Regione Campania.

In tal senso, lo scorso agosto, furono impegnati 17mila euro per approvare un preliminare del Puc.

Ora invece c’è la determina con cui scatta l’affidamento esterno da oltre 36mila euro.

L’architetto Astarita fu già individuato in precedenza per la stesura di un preliminare del Puc. La querelle scoppiò l’anno scorso dopo il lockdown quando l’allora capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Armando Cesaro, denunciò che i sindaci in ritardo con l’approvazione dello strumento urbanistico erano finiti nel mirino della Regione Campania per un possibile commissariamento.

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