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Massa Lubrense, blitz della Capitaneria di Porto sequestri all’ex Conca Azzurra il “Maya beach experience” foto

Massa Lubrense, blitz della Capitaneria di Porto sequestri  all’ex Conca Azzurra il “Maya beach experience” dei Giglio, che rimane aperto, i sequestri riguardano la piattaforma e la sabbia. La famiglia di imprenditori con attività in Penisola sorrentina, da Sorrento a Sant’Agnello e Meta aveva rilevato questa struttura diventata una delle strutture d’eccellenza della Campania, super lussuosa ed elegante, ma ora con il sequestro dovranno chiarire alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata se le opere fatte sono state legittime o possono essere legittimate Ce ne parla Dario Sautto in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino di Napoli 

Maya experience

Una scogliera era stata completamente ricoperta di cemento, mentre un invaso era stato riempito di sabbia bianca (di dubbia provenienza) per simulare una spiaggia caraibica. Il tutto modificando il paesaggio in maniera forse irreversibile. Il blitz della Capitaneria di Porto sulla spiaggia dei vip ha portato al sequestro di una parte della Conca Azzurra, uno dei paradisi della Penisola Sorrentina. Mare cristallino, acque limpide che ricadono nell’Area Marina Protetta, uno scenario mozzafiato incastonato nella costa frastagliata di fronte l’isola di Capri. Ma, soprattutto, abusi edilizi ovunque.

LE DENUNCE Questo è quanto scoperto nella giornata di ieri in uno dei luoghi più belli della Penisola Sorrentina dai militari della Guardia Costiera di Massa Lubrense che, coordinati dalla Procura di Torre Annunziata, hanno eseguito una serie di controlli, insieme ad alcuni tecnici comunali.
Due sono, in particolare, le aree della spiaggia «Maya beach experience» finite nel mirino degli investigatori, le stesse più volte segnalate dagli ambientalisti da due anni a questa parte con denunce ed esposti. La prima è una grossa piattaforma in cemento dove vengono posizionati i lettini: da quanto è emerso, quella «gittata» di calcestruzzo è avvenuta direttamente sulla scogliera, a coprire i grossi massi che servono a limitare la forza del mare. La seconda è una spiaggia nella spiaggia, un lido di sabbia bianca realizzato in una zona sopraelevata, a simulare un litorale caraibico. Le due aree sono finite sotto sigilli poiché sarebbero state realizzate in violazione di tutte le norme paesaggistiche ed urbanistiche, praticamente abusivamente. Inoltre, non si sa da dove provenga quella sabbia bianca, né la sua composizione.

VIP E BANDIERA BLU Se questi riscontri dovessero essere confermati, si tratterebbe dell’ennesimo scempio con vista mare «bandiera blu» della Penisola Sorrentina. A pochi chilometri di curve da Punta Campanella e da Nerano, un luogo che la natura ha reso incantevole è stato totalmente trasformato per renderlo «fruibile» e appetibile per i turisti che sono arrivati in Penisola Sorrentina da tutta Italia ed Europa. Dopo la medaglia d’argento alle Olimpiadi, anche la ginnasta Vanessa Ferrari ha trascorso alcuni giorni di vacanza su quella spiaggia. Ma non solo. Vip, influencer e deejay di fama internazionale hanno frequentato la struttura turistica di Massa Lubrense, sia per le giornate al mare che per le serate tra drink e musica, come dimostrano anche le pagine social.

I RISCONTRI Lo stop per una parte del lido affacciato sulle acque cristalline dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella è arrivato nel tardo pomeriggio di ieri, al termine di una serie di controlli e riscontri sulla documentazione presente negli uffici del Comune di Massa Lubrense che, secondo gli investigatori, non rispecchiano l’attuale situazione della Conca Azzurra, che risulterebbe completamente trasformata. Ora, i gestori della spiaggia «Maya beach experience» potranno spiegare alla Procura di Torre Annunziata e al gip, in sede di convalida del sequestro, di aver agito secondo le norme, senza creare enormi abusi edilizi, come ipotizzato dagli inquirenti, chiedendo il dissequestro delle aree finite sotto sigilli.
Sequestrata anche una zona adibita a spogliatoi e docce, poiché è da capire dove vengano scaricate le acque. Negli anni scorsi, spesso proprio la qualità delle acque aveva spesso sollevato polemiche che, quest’anno, erano completamente svanite. Dal 2019, però, alcuni movimenti ambientalisti avevano segnalato più volte l’eccessiva cementificazione dell’area, che a giudicare dagli accertamenti si sarebbe spinta addirittura sulla scogliera che delimita la spiaggia. Foto di quello che sembra un vero e proprio scempio ambientale sono presenti sui social ormai da due anni e fotografano la situazione del paesaggio in quel periodo.

Foto da instagram

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