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Mare e turismo, il boom di Ferragosto: “Ma la crisi è ancora forte”

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Mare e turismo, il boom di Ferragosto: “Ma la crisi è ancora forte”. Ce ne parla Gaetano Angellotti in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis.

Spiagge e lidi presi d’assalto, località turistiche piene, soprattutto quelle di mare, complice il caldo torrido delle ultime settimane. Quello appena trascorso è un Ferragosto che in molti casi, anche nelle zone della provincia sud di Napoli, dal litorale stabiese alla penisola sorrentina, fino alla costiera amalfitana, ha fatto registrare numeri da “epoca pre-Covid”. Ma non è tutto oro quello che luccica. E quindi anche un ottimo Ferragosto e un buon agosto, anche al di sopra delle aspettative degli operatori, non possono far cantare vittoria. Operatori e associazioni non stanno tranquilli anche davanti alle stime del Cst che parlano di 11 milioni e mezzo le presenze turistiche nel week end appena trascorso oppure al bilancio di Coldiretti/ Ixè che quantifica in 25,4 milioni gli italiani che hanno trascorso il Ferragosto fuori casa .

“Il mare – precisa il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca – sta funzionando molto bene ad agosto e abbiamo una grande affluenza soprattutto italiana e anche in parte europea. Ma vanno molto meno bene quelle che sono le mete tradizionali del pubblico internazionale, quindi in primis le città d’arte. Un pezzo della stagione estiva l’abbiamo salvata, certo giugno e luglio non sono andati bene come agosto, ma questo mese ci ha fatto tornare ai livelli di agosto 2019 nelle località di mare. Adesso il problema sarà a settembre quando il turismo internazionale (americano, giapponese, russo, cinese) continuerà a non venire e quindi le nostre magnifiche Roma, Firenze, Venezia ricomiceranno a soffrire”. E ribadisce: “Ora stiamo vedendo svizzeri, francesi, tedeschi, europei del Nord che vengono per fare il mare e spesso ci raggiungono con la macchina. Abbiamo bisogno anche degli altri stranieri, che sono poi big spender”. Completamente d’accordo anche la presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli: “Queste due settimane stiamo lavorando bene, almeno al mare e in montagna, è un messaggio di speranza ma vogliamo specificare che questo non può compensare un anno intero. Abbiamo perso 6 mesi, abbiamo cominciato alla fine di giugno. Continua a mancare il grande bacino del turismo internazionale. E infatti continuano a essere in crisi – spiega – le città d’arte, continuano a essere in crisi le strutture di lusso. Gli italiani, che pure stanno viaggiando, non possono compensare le spese dei viaggiatori di lusso internazionali. Siamo ancora molto in sofferenza”. Guarda al futuro con una buona dose di preoccupazione e invita a non illudersi il presidente di Assoturismo Conferscenti Vittorio Messina. “Questo ponte di Ferragosto non ci ha tradito – sottolinea – e si conferma con delle presenze significative con grande soddisfazioni di tutta la filiera ma questo non deve dar pensare che la crisi del turismo sia passata. Il vero banco di prova del Green Pass nei locali al chiuso (ora in tantissimi posti si può mangiare all’aperto e l’impatto è stato limitato) – spiega – vedremo e verificheremo soprattutto la ripartenza delle città d’arte che di fatto sono bloccate da marzo 2020”. In Campania, poi, Conferscenti lancia un allarme che colpisce un settore in particolare, in forte sofferenza anche quest’estate: quello che riguarda parchi acquatici, divertimento e tematici della regione. In Campania ci sono 20 attività per il divertimento di media-grande struttura e circa 80 più piccole. Prima della pandemia da Covid il fatturato annuo ammontava in media a circa 25 milioni, con una forza lavoro diretta di circa 2.000 persone e un indotto (bar, ristoranti, attività di servizi vari) di oltre 3.000 persone. In totale più di 5.000 persone impiegate nella nostra regione.

Ma i limiti alla capienza e l’obbligo del Green Pass hanno creato un buco di fatturato (sino al 75% e sino a 20 milioni) insostenibile senza l’aiuto dello Stato.

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