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Luciano Spalletti: “Lamentarsi è da sfigati”

Si è appena conclusa la prima conferenza stampa pre-gara di Luciano Spalletti da allenatore del Napoli. Di seguito le parole del tecnico riportate da Tuttonapoli:

Che ruolo potrà avere il suo Napoli? ” “Non mi convinceranno mai a non pretendere cose importanti, poi vedremo strada facendo la nostra ambizione però andremo sempre a confrontarci per il massimo contro chiunque”.

Cosa si aspetta domani dalla sua squadra? “Non mi pare ci manchi qualcosa, abbiamo avuto questa settimana per completare le cose da esercitare anche con gli ultimi arrivati, conosciamo la strada da percorrere e dove vogliamo andare. Mi aspetto quella convinzione di cui ho già parlato, la convinzione di essere forti”.

Si aspettava a questo punto di essere con quest’organico o con elementi in più? “Ho la rosa qui davanti a me, non mi manca niente per giocare la partita e quelle successive, è chiaro che se si va a guardare forse per il futuro se capita di andare a completare lo faremo, ma i giocatori devono sapere che non ci manca niente per il nostro percorso e che essere noi è bellissimo. Si parte forti”.

Teme di perdere pezzi pregiati? Quando ho detto che ero felice di essere qui era per i nomi che c’erano già dentro la rosa, che preferirei tenere, non solo per la bellezza della città o della passione della gente”.

Juan Jesus giocherà anche da terzino oltre che da centrale? Juan Jesus lo conosco bene, quando l’ho lasciato era al livello degli altri, è stata una grande occasione che il nostro ds Giuntoli ha saputo cogliere. Ci aiuterà perché fa non solo il centrale, ma si adatta anche da terzino, è forte, veloce, integrissimo, una persona del livello di quelle che ho trovato qui, stupende, è stato accolto nel migliore dei modi e lui ripagherà l’accoglienza della gente e della piazza”.

Lei passa come garanzia ed il colpo del mercato del Napoli, sente il peso della responsabilità? “Ho trovato una piazza molto disponibile, sono felice, ma essere con me significa essere con il Napoli. Io voglio tutte le responsabilità del mio ruolo, perchè è importante e perché la squadra è importante, poi quello che riusciremo a fare dipenderà da come riusciamo a mettere in ordine i nostri passi cominciando da domani. Se inizi con passi ordinati, quelli successivi vengono anche quelli ordinati. E’ una sfida bella, io tengo molto in considerazione le situazioni giornaliere che sono le più belle, su quelle precedenti non ci posso mettere mano. E la sfida più arrapante (ride, ndr)”.

Ha usato come slogan ‘Sarò con te’, ma c’è anche ‘noi vogliamo vincere’, cosa risponderebbe?. “Ed hanno ragione, anche noi vogliamo vincere. Avere di nuovo i tifosi ci permetterà di guardare la loro passione e verrà di conseguenza domandarci se stiamo facendo il massimo oppure no per onorare quella passione, da qui bisogna partire e riempire la maglia del Napoli di quelle cose che si aspettano. Questa non è una piazza comune, dobbiamo avere la forza di sopportare gli occhi, non solo le presenze allo stadio, gli occhi sono tanti, migliaia, che ci sia pubblico o meno abbiamo la pressione di tutti quegli occhi che ci guarderanno e dobbiamo essere a quel livello. Se qualcuno pensa di non essere osservato, o si sente comodo così, allora l’unica soluzione è non giocare nel Napoli. Le responsabilità vogliamo prendercele tutte, tutti noi”.

Cosa le è piaciuto finora di più e di meno del Napoli? “Mi è piaciuta la duttilità nel passare da 4-2-3-1 a 4-3-3, impostare a 3 dietro, ma soprattutto la qualità degli elementi, delle persone, di livello nel comportamento nel vivere un allenamento e nel venire in un luogo dove bisogna adattarsi, farsi capire, capire, la disponibilità ad essere un gruppo mettendoci dentro anche quelli come Tommy (il magazziniere Starace, ndr), il cuoco Paolo, tutti coloro che vivono qui dentro, siamo un gruppo compatto e la differenza la fa il comportamento di uno regale come Koulibaly, parlando con tutti con semplicità e che potrebbe permettersi qualsiasi cosa ma è il più umile di tutti, composto, normale, corretto, così si lavora in questi ambienti”.

Sul provare a vincere: “Lei ci mette il carico pesante, vedremo alla fine di quella strada di cui parlavamo. Lei ha visto giocare il più grande di tutti in quello stadio, i grandissimi giocatori, viene facile dire che è il nostro livello ma lui era il più grande. Dovremo parlare ai tifosi tramite il lavoro e l’attaccamento alla maglia, poi vedremo perché ce ne sono tanti che vogliono vincere e non bisogna esagerare chiedendo subito il massimo. Partiamo e valutiamo le cose con calma, tanto ci rivedremo tutte le settimane, pure due volte”.

Con Mario Rui, Juan Jesus che si adatta e Ghoulam, lei si attende un terzino sinistro? Stima Zanoli, può adattarsi? “Ci sono altri elementi per alternarsi con Mario Rui o anche prendergli il posto. Pure se non ha un dirimpettaio che venite a chiedere, ce ne sono 4-5 che possono fare quello che fa lui, siamo a posto. Io con le lamentele non ho mai fatto la classifica. Non mi porta benefici dire ci manca questo o quello, ai giocatori deve interessare che non ci manca niente e io devo scegliere chi tenere fuori, non ho problemi di mancanze. Lamentarsi è da sfigati”.

Osimhen può essere devastante più nel 4-2-3-1 o nel 4-3-3? Un dirigente (Sabatini, ndr) ha detto che sarà devastante. “Quel dirigente lì è molto apprezzato nel calcio e da me in particolare. Una volta ha detto che Spalletti è un po’ pazzo, ma sono sempre apprezzate le sue dichiarazioni perché trova sempre qualcosa di particolare. Osimhen è uno che va su ogni pallone, altri che ho avuto si lamentano se gliela dai non precisa. La punta può avere vantaggi da avere altri due che si buttano esternamente, ma lo valuteremo perché dobbiamo fare entrambe le cose, non dimentichiamo i tanti attaccanti esterni”.

Su Insigne turbato dal mercato: “Arriva sempre sorridente e voglioso, mi sembrerebbe strano un turbamento per il mercato, riguarda altri campi non il nostro mondo. La Serie A è il sogno di tutti sin da bambini, mica ci facciamo turbare dal nostro nome eventualmente sul mercato. Quella che lei chiama turbativa, Insigne la schiaccia col piedino o la calcia come fa al limite dell’area e la mette dove gli pare”.

Come sintetizza i suoi primi mesi? Cosa dice ai tifosi? “Ogni volta che ci provo mi vengono in mente subito i mille colori di Pino Daniele, c’è sempre questa luce, questi riflessi sul mare, una roba bellissima. Mi hanno portato anche a cena in due ristoranti e ci tornerò appena posso. Poi non abbiamo da dire, ma solo respirare la loro passione e portarla dentro al campo, siamo noi che dobbiamo portare quell’entusiasmo e quei sogni che loro non possono esaudire”.

Ha chiesto alla società la certezza di avere Insigne e Manolas dopo la sosta? “Ho già risposto, il presidente ne ha parlato, io venendo qui ho pensato al Napoli immaginando quei nomi lì e Insigne e Manolas ne fanno parte, sono calciatori che alzano il livello della qualità degli altri che ci giocano vicino. Certezza di averli? Per me sì, perchè no, poi bisogna essere anche ottimisti nelle cose”.

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