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Lotta al Covid: continua la movida e il consumo di alcolici anche dopo le 22.00

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Al centro e al Vomero scorrono fiumi notturni di birra su suolo pubblico, nelle strade, nelle piazze, nei vicoli e sulle panchine.

Di giorno, meno del 40% dei passanti indossa le mascherine nelle principali vie dello shopping partenopeo. I divieti anti-Covid sulla carta resistono, nell’estate 2021, ma nessuno li rispetta, come si legge dall’ odierna edizione del quotidiano Il Mattino.

L’ordinanza regionale non fa più breccia: il provvedimento vigente di Palazzo Santa Lucia, la cui validità è stata estesa fino al 31 agosto, imporrebbe l’utilizzo dei
dpi anche all’aperto nei «centri abitati» e il divieto di vendita di alcolici dopo le 22 da parte di bar, supermercati, alimentari e distributori a meno che i clienti non siano seduti al tavolo.

Ebbene, come detto, nella realtà della strada queste disposizioni vengono sistematicamente ignorate dalla maggioranza di cittadini e commercianti, a tutte le ore e in tutti i quartieri.

In via Scarlatti come a Chiaia, ai Quartieri Spagnoli come in piazza Bellini, a San Martino come a Fuorigrotta, sul lungomare come in via Morghen.

Sembrano lontanissimi i tempi del lanciafiamme: i divieti di Palazzo Santa Lucia hanno perso efficacia.

Per accorgersene basta passeggiare sull’affollata via Scarlatti. Sono tre su dieci, al massimo quattro, i passanti che indossano la mascherina durante la camminata tra i negozi aperti. Tanti tengono il dpi al gomito, qualcuno sotto il mento, altri ancora lo hanno del tutto eliminato dagli accessori dell’abbigliamento. Il discorso vale anche per la vicina via Luca Giordano, o in via Toledo. L’assenza di mascherina vale oltretutto per ogni fascia d’età: anziani sulle panchine, giovani a passeggio, genitori quarantenni che trascinano passeggini. Tutti a volto libero. «Io la indosso sospira in via Luca Giordano Carlo De Rensis, classe 84 Ma devo ammettere che con questo caldo la mascherina è praticamente insopportabile. Inoltre, non si era detto che il virus moriva, ad alte temperature?». «Mi sono vaccinato con due dosi osserva il signor Mario agitando in aria la mascherina con la punta delle dita A cosa è servito se devo ancora camminare con la museruola? In altre regioni, almeno all’aperto, si sta liberi dal dpi». «Io ci ho provato a tenerla – sorride Martina, 19enne – Ma in estate mi si scioglie tutto il trucco dentro la mascherina. A settembre, quando le temperature caleranno, tornerò a indossarla».
GLI ALCOLICI
A sera inoltrata e di notte bevono tutti, sistematicamente, in ogni location della movida partenopea.

Il tour alcolico in strada nell’agosto 2021 procede insomma a vele più che spiegate, nonostante l’ordinanza. L’unico posto in cui, dopo le 22, non ci è stato possibile acquistare una birra nella notte tra 10 e 11 è il Carrefour di via Morghen al Vomero.

Appena fuori dal supermarket, in compenso, sulla cima delle scale di piazza Fuga, intorno alle 22.10 diversi giovani sorseggiano spritz e birrette. L’alcol scorre in quantità anche maggiori a San Martino.

Verso le 22.30, la birra da asporto viene servita tranquillamente in vetro o in bicchieri di plastica. Decine tra comitive e coppiette bevono seduti sui muretti con vista panorama mozzafiato (e vista transenne, dato che il belvedere di San Martino è distrutto e in parte off limits da mesi, senza che nessuno sia intervenuto per il ripristino).

Passiamo al centro: in piazza Bellini è come se i divieti non esistessero, neppure sulla carta. Intorno a mezzanotte sotto la statua del musicista del bel canto si trovano riuniti centinaia di giovani, quasi tutti muniti di birra fresca. Mascherine zero, distanze irrisorie.

Scene analoghe (ma con assembramenti anche più copiosi) a San Giovanni Maggiore Pignatelli, piazza Miraglia e Calata Trinità Maggiore, o in diversi chioschetti del lungomare. Per il mondo della notte, insomma, la pandemia non esiste più. E neppure i divieti. Esistono però – va sottolineato – i gestori virtuosi che non vendono alcolici da asporto dopo le 22, ma basta un negozio di alimentari per procurarsi da bere.

Come su via Santa Teresa degli Scalzi, dove ormai è quasi mezzanotte un gestore pakistano non emette lo scontrino, ma è munito di cavatappi e offre un servizio praticamente da bar.

Un’altra Beck’s fresca di frigo e aperta alla cassa, in barba ai contagi e alle ordinanze deluchiane.

All’esterno del market, non a caso, due o tre gruppetti sorseggiano alcolici ben refrigerati.

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