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Lettere da Piano di Sorrento – Il servizio postale

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
“IL SERVIZIO POSTALE”

Più che parlare di servizio postale, dovrei dire “disservizio postale”. Chi nella sua vita, e mi riferisco al nostro Paese, non ha vissuto una disavventura nel servizio pubblico postale.
Lo possiamo annoverare tra i primi posti nella classifica fallimentare della burocrazia italiana.
E con l’avvento telematico, anche se occorre dire che non si è perfezionata la rete di trasmissione, le cose certo non sono migliorate.
L’uso della PEC, delle mail, ha di poco alleggerito la corrispondenza epistolare. Sicché, se vi affidate ancora alle racc.te, specie quelle con ricevuta di ritorno, vi accorgerete che la situazione non è mutata. Riavere una ricevuta di ritorno in tempi ragionevoli è soltanto un’utopia. Quante cartoline ritornano con ritardi inimmaginabili e quante altre non arrivano più. Certamente, in caso di smarrimento, o di mancata riconsegna, si può chiedere il duplicato, fatelo, e se site fortunati, forse conoscerete l’esito della vostra raccomandata.
E non parliamo di questi giorni di pandemia, recarsi all’ufficio postale può diventare un incubo. C’è confusione, anche con le modalità della prenotazione con il numeretto da estrarre, le cose non procedono meglio.
Nei giorni di riscossione delle pensioni è triste vedere quei poveri utenti, la cui sola disgrazia è quella di appartenere alla terza età, mentre pietiscono nell’ottenere la loro pensione in una fila a volte chilometrica.
Purtroppo, anche nei periodi di minore afflusso delle persone, si rischia di essere mal sopportati dal personale dell’ufficio, specie quando un solerte funzionario, con la qualifica di direttore e che si crede depositario di tutte le verità, fa valere la sua autorità con eccessivo fiscalismo e vuote formalità.
Ma una cosa veramente incresciosa riguarda il rinnovo della patente che viene spedita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di Roma direttamente all’utente traverso il servizio postale.
Si suol dire che il postino suoni sempre due volte, ma questo non si verifica quando viene inviata la patente.
È occorso a tantissimi di non aver potuto rispondere al citofono e quindi aprire la porta al postino che, specie in orari impossibili, si è presentato per la consegna della raccomandata e, dopo aver frettolosamente suonato il campanello, non ha atteso nemmeno un secondo ed è volato via, dopo aver lasciato nella cassetta postale il fogliettino della mancata consegna.
Questo fogliettino descrive le modalità di una possibile riconsegna della raccomandata e potrebbe benissimo far parte, inserito nella settimana enigmistica, nel ramo rebus, rompicapi, etc. I responsabili che si sono avvicendati nei Ministeri delle Poste non si sono mai preoccupati di queste realtà che affliggono il nostro Paese e noi, peones di sempre, sopportiamo e con un voto irresponsabile favoriamo la loro elezione.

(avv. Augusto Maresca)

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