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Intervista a Delfo Palumbo artista emergente di Positano foto

Positano – Delfo Palumbo, pittore e designer emergente, ha vinto “Il risveglio dell’arte”, concorso di pittura estemporanea che si è tenuto il 25 luglio scorso, organizzato dall’Associazione culturale “Non me ne vado”, curato dall’esperto d’arte Ferdinando Sorrentino e dall’Assessore alla cultura di Palma Campania dott.ssa Elvira Franzese, kermesse che vantava tra i giurati personalità del mondo dell’arte come lo scultore Domenico Sepe, ora in mostra con i suoi bronzi nella Basilica San Giovanni Maggiore di Napoli. Delfo Palumbo, trentenne di Positano, dopo la laurea conseguita nel 2013 presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, si trasferisce in Spagna dove, presso la Facultad De Bellas Artes di Salamanca, ha proseguito e completato la sua formazione accademica. Presso l’Università più antica di Spagna, quella dove si decise il destino di Cristoforo Colombo e ha visto, artisticamente parlando, nascere e affermarsi la figura di Fernando Gallego, il più grande esponente della scuola ispano-fiamminga del XV secolo, Delfo ha conseguito nel 2020 anche un master in architettura e designer. Ma alla tecnica coltivata nelle accademie il giovane pittore di Positano affianca passione, tenacia, capacità di analisi introspettiva ed estrospettiva, come scrivono gli analisti junghiani, capacità di accogliere e analizzare il mondo che lo circonda, tradurne su tela contrasti e armonie. Di lui piace citarvi la partecipazione alla collettiva “In fondo al mar” (Positano;2009) la presenza delle sue opere nella Galleria La nuova vernice (Bari); “Linea punto e…a capo” nel Museo del viaggio (Positano), “St-art” Marianiello (Piano di Sorrento) sempre nel 2009. Mentre tra il 2011 e il 2012 partecipa al tour del premio “Rifiuti in cerca d’autore”
E’ stato selezionato nella sezione pittura al 6° Premio Arte Laguna e finalista al 3° premio internazionale “Rifiuti in cerca d’autore” (2011). A Delfo Palumbo abbiamo chiesto un’intervista, ci piaceva approfondire la conoscenza di un pittore esponente delle nuove generazioni di artisti, quelli destinati a offrire le chiavi di lettura del nostro tempo alle generazioni di questo secondo millennio. Avvicinarsi all’arte contemporanea e cercare di capirla è un esercizio della mente, una modalità importante per capire il mondo, ma anche per sorprenderci e cambiare i nostri punti di fuga fissi. Delfo Palumbo ha il talento per individuare nuove chiavi di lettura, la maturità per affrontare il mondo dell’arte contemporanea che non regala niente a nessuno.
– Quando è cominciato il tuo percorso artistico?
– Ho iniziato ad avvicinarmi alla pittura a olio supplicando al maestro positanese Ulisse Ferrara di insegnarmi e dopo qualche mese ho fatto con lui la mia prima mostra alla galleria la nuova vernice di bari (massimo capodanno ha le foto).
Cosa ha influenzato di più il tuo pensiero?
– Tutto influenza il pensiero di un’artista ma dovrebbero essere gli artisti, quelli veri (non io) a influenzare gli altri.
– Ho letto della tua esperienza spagnola, in quale altro Paese ti piacerebbe esporre o fare esperienze artistiche?
– In realtà ho fatto già diverse esperienze in altri paesi europei ma è in Spagna che, quando ci sarà permesso viaggiare senza restrizioni, mi piacerebbe tornare per finire alcuni progetti di design lasciati in sospeso a causa dello scoppio della pandemia.
Cosa hai in cantiere per il prossimo futuro, una personale?
– Sì, in cantiere c’è la mia prima personale e la pubblicazione di un catalogo, e spero che nel 2022 possano vedere la luce entrambi questi progetti.
– Oltre alla pittura hai altre passioni?
– Il design in ogni suo aspetto, che ho fatto diventare un lavoro, poi il sax, in sostanza ogni forma d’arte mi affascina, mi attrae, cerco di studiarla per arricchirmi.
Infine, a rischio di sembrare banale, mi piace chiederti, cosa rappresenta per te Positano?
– Positano è il posto più bello del mondo e i positanesi hanno da sempre avuto il dono del buon gusto e dell’ospitalità che l’hanno reso grande. Per me è una continua fonte d’ispirazione.
Prendo commiato da Delfo Palumbo non prima di avergli strappato un prossimo incontro, quando potrà rivelarmi qualcosa in più della prima personale alla quale sta lavorando con il curatore d’arte Ferdinando Sorrentino, mi vengono subito in mente pittori come  Gianni Strino, Sara Trimpoli, Laura Pagliaro, Alessandro Sannino, Carlo Mangione, tutti artisti le cui opere ho imparato a conoscere grazie al lavoro di promozione di  Sorrentino e intuisco che Delfo è in ottime mani, non vedo l’ora di assistere al suo vernissage.
di Luigi De Rosa

Intervista a Delfo Palumbo, pittore e designer emergente di Positano

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