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Hiroshima, per non dimenticare. Dopo 76 anni oggi, l’anniversario della catastrofica strage, macchiato da una clamorosa gaffe

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    Hiroshima, per non dimenticare. Dopo 76 anni oggi ricorre l’anniversario della catastrofica strage, macchiato da una clamorosa gaffe

    Alle 8.15 del 6 agosto 1945 il B-29 statunitense Enola Gay sganciò su Hiroshima il primo ordigno nucleare finora usato in un conflitto, seguito dopo tre giorni solo da quello su Nagasaki, causa di altre 74 mila vittime.

    Dopo 76 anni, l’anniversario della più catastrofica strage contro la popolazione civile nella storia delle guerre, cade quest’anno proprio nel pieno delle Olimpiadi volute dal Giappone per favorire la ricostruzione dopo un altro disastro nucleare, causato dal terremoto di dieci anni fa a Fukushima.

    Tornare a scavare nella ferita di Hiroshima e di Nagasaki, si però confermato oggi meno facile della retorica, sia pacifista che favorevole al riarmo nazionale, che ormai avvolge le città-reliquia sacrificate all’imperialismo nipponico alleato della Germania nazista di Hitler.

    Nel 1964 le post-belliche Olimpiadi di Tokyo, aperte dall’imperatore-sconfitto Hirohito, per evitare crisi diplomatiche nei giorni della “pioggia nera” furono posticipate ad ottobre.

    Quest’anno, causa pandemia, i Giochi anche ai primi d’agosto (già rinviati di un anno) non hanno lasciato alternative.

    Durante la celebre commemorazione però, il primo ministro giapponese Yishihida Suga ha omesso di leggere diversi passi del suo discorso, tenuto davanti ai rappresentanti dei sopravvissuti al Memoriale della Pace, epicentro della strage.

    Il testo era stato anticipato ai media, alle autorità e soprattutto alla televisione di Stato. Nel corso della diretta, seguita da decine di milioni di giapponesi costretti a casa per la rapida crescita del contagio da Covid nel Paese, la tivù nazionale ha così trasmesso in sovraimpressione un testo che non corrispondeva all’audio delle parole del premier.

    Alla fine della cerimonia il premier Suga è stato costretto a chiedere scusa. “Voglio cogliere l’occasione – ha detto – per scusarmi di aver involontariamente saltato qualche parte del mio discorso”.

    Suga viene ora accusato non solo di non aver scritto personalmente le parole da pronunciare in un’occasione tanto solenne, ma di non essersi neppure accorto che in questo modo ampi pezzi del discorso risultavano sconnessi.

    Per Tokyo, inoltre, in particolare oggi, ricordare non era per nulla semplice, né gradito.

    Lo stesso disagio coinvolge gli atleti di Giappone e Usa che in queste ore si trovano su fronti opposti a contendersi medaglie a elevato valore di soft-power.

     

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