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Green Pass e quarantena: anche la Penisola Sorrentina al test di agosto

Green Pass e quarantena: anche la Penisola Sorrentina al test di agosto. Ce ne parla Massimiliano D’Esposito in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Lettori all’ingresso, vicino ai dispositivi per la misurazione della temperatura, e personale addetto esclusivamente alla lettura del codice QR e alla verifica delle generalità. Da venerdì prossimo, si entra ufficialmente nell’era del green pass e i locali pubblici si stanno organizzando per non farsi trovare impreparati. La certificazione verde viene rilasciata a chi è stato vaccinato o ha ottenuto un risultato negativo al test molecolare o antigenico nelle ultime 48 ore o è guarito dal Covid-19. Ma a complicare il quadro c’è poi la decisione del governo di imporre la quarantena di cinque giorni ai turisti provenienti dal Regno Unito, decisione che ha provocato la dura reazione degli albergatori visto che la Costiera resta la meta preferita degli inglesi.

SPAZI ALL’APERTO Il green pass irrompe dunque nel pieno dell’estate, con i turisti che ancora non ne sono in possesso che ne vanno alla caccia e con gli operatori turistici che devono fare i conti con una novità destinata a cambiare le abitudini.
A Sorrento quasi tutti i ristoranti dispongono di spazi all’aperto, quindi possono selezionare la clientela: chi ha il certificato dentro, chi ne è sprovvisto sarà invitato ad accomodarsi ai tavoli all’esterno. Decisamente più complicata la situazione per chi può contare solo sulla propria sala per l’accoglienza degli avventori. È il caso del ristorante «Zi’ Ntonio» che sorge in un antico palazzo a pochi passi da piazza Tasso. «Ancora una volta le istituzioni ci hanno passato una patata bollente lavandosene le mani – spiega il titolare, Mariano Russo -. Mia moglie, che era addetta all’accoglienza, si farà carico del controllo del green pass, mentre abbiamo affisso una cartellonistica specifica anche in lingua inglese. Purtroppo perderemo una buona fetta di clientela, ossia tutte quelle famiglie con figli da 12 anni in su che ancora non hanno avuto il vaccino».

IL CASO TRASPORTI Ma l’obbligo del green pass mette in evidenza anche alcune contraddizioni. Mariano Russo a proposito della certificazione si pone un interessante interrogativo: «Posso viaggiare da Napoli a Sorrento con la Circumvesuviana senza alcuna restrizione, in un treno affollato, pigiati come le sardine, ma poi per entrare in un ristorante al chiuso devo avere il green pass? Non mi sembra giusto».
Nel centro di Sorrento c’è anche «Il Buco», una stella Michelin. «Ci siamo organizzati sistemando accanto all’apparecchio che misura la febbre il lettore del green pass – spiega lo chef Giuseppe Aversa -. Noi siamo comunque avvantaggiati perché già abbiamo una hostess addetta all’accoglienza e quindi la procedura è facilitata. Ciò non toglie che mettiamo in conto tanta confusione almeno nei primi tempi, quando arriveranno persone che non hanno il certificato verde e vorranno tutti sedersi fuori». Ma sarà ancora più complicato con gli stranieri. «Già per venire qui – sottolinea Aversa – devono sottoporsi a tamponi e controlli e qualcuno, è il caso degli inglesi, deve anche fare la quarantena, ma non tutti hanno il green pass, per cui possiamo già immaginare le proteste e le discussioni. Però se questa è la strada verso il ritorno alla normalità non possiamo fare altro che adeguarci e sperare che tutto vada per il meglio».

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