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Giallo a Sorrento. Lavapiatti muore in albergo: «Ferite su testa e corpo»

Giallo a Sorrento. Lavapiatti muore in albergo: «Ferite su testa e corpo». A fornire tutti i dettagli è Dario Sautto in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino. 

Sta assumendo i contorni di un giallo la morte di Francesco Cioffi, 63 anni, lavapiatti e lavapentole di Castellammare di Stabia, dipendente di una catena di alberghi della Penisola sorrentina, morto nel tardo pomeriggio di sabato a Sorrento. Dopo la denuncia dei familiari, accorsi sul posto a tarda sera – avvertiti, a loro dire, con grave ritardo – la Procura di Torre Annunziata ha disposto il sequestro della salma e fisserà nelle prossime ore l’autopsia, per capire con certezza quali siano state le cause del decesso del 63enne, il cui corpo privo di vita è stato ritrovato, riverso su un lettino da piscina, nel parcheggio riservato ai dipendenti dell’hotel Atlantic Palace, struttura a quattro stelle di Sorrento dove l’uomo lavorava da tempo, facendo la spola con un altro noto albergo di Meta.

LE OMBRE I punti oscuri all’attenzione della Procura sono diversi. Ombre che sembrano togliere consistenza all’ipotesi, pure presa in considerazione e non ancora del tutto esclusa, di un malore che avrebbe colto l’uomo mentre si dirigeva alla sua auto. A vedere per ultimi il 63enne sarebbero stati alcuni turisti, ospiti dell’albergo, che hanno raccontato anche ai carabinieri della stazione di Sorrento intervenuti sul posto agli ordini del comandante Tommaso Canino la loro versione dei fatti. I parenti, avvertiti «con molto ritardo» e giunti solo a tarda ora sul posto per il riconoscimento della salma, hanno deciso di sporgere denuncia contro ignoti. Assistiti dall’avvocato Michele Riggi, hanno presentato un esposto nel quale sollevano dubbi su diversi aspetti. Si parte dall’ultima telefonata, effettuata intorno alle 17.20 di sabato e indirizzata alla moglie. Poco dopo i due erano attesi a una festa e Francesco Cioffi ha annunciato alla moglie che avrebbe tardato un po’. Un ritardo dovuto a un extra di lavoro, forse risultato eccessivo per il fisico del 63enne, già provato da una giornata intensa. Secondo i familiari, però, a questo punto cominciano ulteriori incongruenze per le quali chiedono accertamenti. «C’è chi l’ha visto uscire intorno alle 18, chi alle 18.15 e chi ancora alle 19» sostengono i familiari, allertati «solo alle 21.20 dai carabinieri, senza che dall’hotel ci avvisassero». Quanto ai soccorsi, erano partiti poco dopo le 20 dall’ospedale di Sorrento – allertati non è chiaro da chi – «ma quando siamo arrivati sul posto non c’era più nessuno». Di sicuro i medici giunti nel parcheggio dell’hotel hanno potuto solo constatare il decesso di Cioffi, probabilmente morto già da tempo. I familiari della vittima lamentano «l’assenza totale di telecamere di videosorveglianza all’interno della struttura alberghiera» che alimenta ancora di più i tanti dubbi di chi ha perso un proprio caro. Ma ad allarmare in particolare i figli di Cioffi sono le condizioni in cui è stata ritrovata la salma del papà: il 63enne era riverso su un lettino da piscina, morto da diverse ore e «completamente ricoperto dalle formiche». Inoltre «aveva gli occhiali rotti all’interno del borsello, non si trovano i vestiti da lavoro, aveva il pantalone sbottonato e diverse ferite alla nuca, alla testa, all’occhio e alle ginocchia». Ferite riscontrate dal medico legale. Secondo i familiari del 63enne, insomma, «è successo qualcosa» a Francesco Cioffi.

L’APPELLO «Se ci sono altri testimoni, si facciano avanti. Vogliamo sapere la verità» gridano i figli, che sospettano che il padre possa essere caduto mentre lavorava all’interno della struttura oppure che sia stato vittima di un’aggressione. La Procura di Torre Annunziata procuratore Nunzio Fragliasso, sostituto Andreana Ambrosino ha disposto il sequestro della salma. Nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Cioffi. Per capire se quelle ferite siano compatibili con una caduta in seguito a un malore, oppure se Cioffi sia stato vittima di violenze, o addirittura di un omicidio. Nel mirino degli inquirenti, intanto, ci sono in particolare gli orari di lavoro del 63enne, che potrebbe essere arrivato allo stremo delle forze, in conseguenza di turni massacranti per la sua età e per il suo fisico. Dall’hotel Atlantic Palace, contattato telefonicamente, hanno preferito non commentare la vicenda che ha riguardato il loro dipendente. «Una vicenda che ha diversi lati oscuri sostiene l’avvocato Riggi sulla quale vogliamo che venga fatta chiarezza, anche in termini di garanzia e di sicurezza sul lavoro».

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