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Folla, lacrime e striscioni per i funerali di Emanuele Melillo: «Autista eroe, ora da Capri la verità sull’incidente»

Folla, lacrime e striscioni per i funerali di Emanuele Melillo: «Autista eroe, ora da Capri la verità sull’incidente». A raccontarci la triste vicenda è Valentino Di Giacomo in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Sul carro funebre c’erano le mani del papà, della mamma e della compagna di Emanuele Melillo, l’autista deceduto a Capri in circostanze ancora tutte da chiarire, dopo che il suo autobus è precipitato a due passi dalla spiaggia di Marina Grande con 30 persone a bordo. Mani che hanno accarezzato idealmente, per l’ultima volta, quel ragazzo dal volto buono così ben voluto da tutti. Non ci sono quasi più lacrime negli occhi di chi voleva bene al 32enne partenopeo, sono state piante tutte da quel tragico 22 luglio quando è avvenuto l’improvviso volo nel vuoto. Un funerale partecipatissimo ieri per Melillo, dopo che il pm ha dato il via libera alle esequie in seguito all’autopsia. Tutto il centro storico ha voluto esserci nella basilica di San Lorenzo in piazza San Gaetano, nel cuore dei Decumani. Palloncini, striscioni ovunque, messaggi d’amore, ma anche una richiesta di verità a chi sta indagando su quell’incidente ancora avvolto dal mistero.

LA COMMOZIONE «Oltre al virus, il Covid, quello cattivo, Emanuele ha dimostrato che esiste anche il virus buono, quello dell’amore, che lui ha seminato ovunque. Ciao amore mio». É con queste parole che il padre di Emanuele, ha salutato e ringraziato tutti coloro che hanno preso parte alle esequie. E «Manueloccio» – come lo chiamavano gli amici più stretti – era davvero voluto bene, a Napoli come a Capri, come ha testimoniato anche la presenza in chiesa del sindaco dell’isola Marino Lembo. La mamma di Emanuele, insieme alla compagna del giovane, Rosaria, ha assistito con rassegnato dolore alla cerimonia funebre. All’esterno della basilica la donna ha poi dispensato abbracci a tutti, ringraziando di essere stati presenti. Distrutta Rosaria, la donna che aveva progettato con Manueloccio tutto il suo futuro: per lei la tragedia è stata doppia perché, oltre ad aver perso l’amore della sua vita, ha perduto pure quella vita che portava in grembo dallo scorso giugno, quel figlio in arrivo di cui Emanuele parlava sempre anche nella piazzetta del porto di Capri quando si fermava per un caffè prima di iniziare il proprio lavoro sull’autobus. Senza più lacrime anche il fratello di Emanuele e le sue sorelle.

IL GRIDO «Ora però – hanno detto gli amici più cari e i familiari di Melillo – vogliamo la verità su questa morte». La procura di Napoli avrebbe escluso che Melillo, come si pensava nelle primissime ore dell’incidente, possa essere stato colto da un malore improvviso. Più probabile un guasto meccanico al minibus, ma per esperire tutte le indagini servirà tempo perché resta complesso spostare il mezzo da dove si trova e servirà probabilmente l’intervento di un elicottero per portar via la carcassa senza alterare il quadro probatorio. L’esatta dinamica andrà ricostruita minuziosamente per capire cosa abbia generato quella sterzata improvvisa che ha fatto precipitare il minibus nella scarpata lasciando senza vita Melillo e poi 23 feriti. I legali della famiglia sono certi che Emanuele abbia fatto tutto il possibile per evitare la tragedia. Indagini anche sulle ringhiere di contenimento che non hanno retto.

L’AFFETTO Dolore in piazza senza fine con tanti messaggi per Emanuele. Uno sistemato sul campanile della basilica di San Lorenzo, raffigura Maradona, Pino Daniele e Gesù che attendono, davanti a una fermata, l’arrivo del bus con Emanuele alla guida. La dedica: «Dal cuore di Napoli a Emanuele». Anche i supporters della Curva A hanno esposto un enorme striscione con un messaggio al loro compagno di tifo: «Ciao Emanuele». Sull’edificio dell’istituto tecnico Diaz, in via Tribunali, un altro messaggio dai suoi ex compagni di classe: «Manu resterai sempre nei nostri cuori, chi simmo nuje pe giudicà». Poi l’ultimo applauso, i palloncini bianchi e azzurri a forma di cuore con il nome di Emanuele che volano in cielo. «Un’anima buona che è volata via», sussurrano i commercianti. Tra la folla anche la discussa influencer Rita De Crescenzo.

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