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Febbre con la seconda dose di vaccino, cosa fare e quando preoccuparsi

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Il rialzo della temperatura corporea a seguito della seconda dose del vaccino anti-Covid rappresenta un fenomeno del tutto passeggero e senza conseguenze di sorta, ai quali sembrano più esposti i giovani. La febbre dopo la seconda dose del vaccino contro il Covid, soprattutto quello Pfizer, mentre con AstraZeneca il nostro organismo ha questa reazione già con la prima dose e meno con la seconda. La febbre è il sintomo chiave, l’effetto collaterale più comune, oltre ai brividi, mal di testa, nausea, dolore al braccio.

Rispetto alla prima dose dei vaccini in corso di somministrazione contro il SARS-CoV-2 sono, questi, alcuni dei fastidi potenzialmente connessi alla seconda iniezione. Come sottolineato più volte, si tratta di fenomeni del tutto passeggeri e senza conseguenze di sorta, ai quali sembrano più esposti i giovani e che non sono una sorpresa per i ricercatori.

QUANDO LA FEBBRE DEVE PREOCCUPARE

Nella maggior parte dei casi infatti si tratta di eventi avversi non gravi, che appunto si manifestano con febbre, cefalea, dolori muscolari o articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea, scrive Luigi Ansalone.

In linea di massima gli effetti collaterali si verificano lo stesso giorno della somministrazione o al più il giorno successivo e si risolvono nel giro di 24/48 ore senza lasciare alcuna traccia.

Proprio per questo motivo non è necessario allarmarsi. Il consiglio generale è quello di utilizzare un semplicissimo antinfiammatorio e antipiretico.

Dopo la vaccinazione tutte le persone restano in osservazione per almeno 15 minuti dopo la vaccinazione, che diventano 60 minuti nel caso in cui vi sia la presenza di fattori di rischio per reazioni allergiche gravi, al fine di verificare che non vi siano reazioni di tipo anafilattico.

Nel caso in cui si continui ad avere la febbre elevata e persistente per diversi giorni, o altri sintomi ritenuti preoccupanti sarà necessario contattare il proprio medico curante.

Il primario di Malattie Infettive dell’ospedale “Sant’Elia” Giovanni Mazzola chiarisce alcuni aspetti degli effetti dei vaccini: “Tra gli operatori sanitari ai quali sono stati somministrati Pfizer e Moderna, circa un terzo ha manifestato transitori effetti collaterali quali dolori muscolari, febbre ma si è trattato di sintomi di breve durata e molto variabili da soggetto a soggetto. Per quanto riguarda la febbre, dipende non tanto dal vaccino, quanto dalla reattività della persona al vaccino. Ci sono persone che tollerano meglio, che non hanno nessun disturbo, altre invece che hanno invece i sintomi che descrivevo sopra. Il vero pericolo è quello di avere una reazione avversa, uno choc anafilattico, ma quello avviene nei primi minuti dopo l’inoculazione”.

Mazzola spiega anche cosa succede nella seconda dose: “Ci potrebbe essere una reazione maggior al richiamo perché in quel caso c’è una sorta di ‘booster’ di anticorpi nel nostro corpo, una dose più massiccia insomma, e per questo c’è una risposta immunitaria più forte. Dopo la prima dose sia Pfizer sia AstraZeneca immettono un 50/60% degli anticorpi nel corpo, che iniziano a funzionare dopo circa due settimane. La copertura completa (il 100% contro la malattia grave) si ha comunque sempre dopo la seconda dose”.

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