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Emergenza sangue a Napoli ed in Campania, soprattutto negli ospedali pediatrici

Ancora emergenza sangue a Napoli ed in Campania. Appelli soprattutto degli ospedali pediatrici, come il Santobono-Pausilipon. Borrelli e Simioli: “Poca solidarietà anche verso i bambini. Ci si allarma so quando c’è di mezzo un nostro familiare ma bisogna donare sempre. Analisi gratuite, colazione e quella bella sensazione di aver aiutato il prossimo. Che aspettate a farlo?”

È ancora emergenza sangue in Campania dove le emoteche dei centri trasfusionali rischiano di restare a secco.

Sono, infatti, ancor numerosi gli appelli lanciati dal personale medico, dalle direzioni degli ospedali e dalle varie associazioni per sensibilizzare la cittadinanza ad effettuare donazioni di sangue, soprattutto per poter aiutare pazienti che hanno bisogno di continue trasfusioni, come i talassemici, o i piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico di Posillipo Santonobo-Pausilipon.

Sensibile alla questione, avendo già lanciato numerosi appelli e partecipato in prima persona a diverse iniziative, essendo anche un donatore abituale, è il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli che con il conduttore radiofonico Gianni Simioli nelle scorse settimane aveva dato appuntamento ai cittadini al Santobono-Pausilipon per donare il sangue.

Ecco l’appello di Borrelli e Simioli: «In Campania si registra un numero di donazioni ben al di sotto della media nazionale, c’è molto da riflettere. Riceviamo spesso appelli, che poi condividiamo, su emergenze mediche e bisogno impellente di sangue però occorre capire che bisogna intervenire prima che si creino queste emergenze. Donare il sangue deve diventare un atto d‘amore dovuto verso la comunità. Il problema è che manca il senso di solidarietà, non ce n’è neanche per i bambini, e si pensa di lanciare l’allarme solo quando è coinvolto un nostro familiare, amico o conoscente. Bisogna donare sempre. E poi, egoisticamente parlando, con una donazione si ha diritto ad analisi del sangue gratuite, colazione e in più, che non guasta mai, si viene premiati con quella sensazione di aver fatto del bene. Tutto questo con un quarto d’ora del nostro tempo».

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