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Disastro Eav, continuano i disagi: corse soppresse e turisti lasciati a piedi

Disastro Eav, continuano i disagi: corse saltate e turisti a piedi.

Non ci sono sigle sindacali o proteste organizzate in maniera sistematica dietro il caos che si è generato ieri in Circumvesuviana e che ha provocato disagi per centinaia di viaggiatori, costretti a fare i conti con l’improvvisa soppressione delle corse.

Non è un’agitazione sindacale, ma l’azione spontanea di un pugno di dipendenti, macchinisti e capitreno, che ha di fatto bloccato il servizio. I lavoratori, poche decine, sono riusciti a fermare tutto semplicemente rifiutando di fare lo straordinario. Così l’Eav ha cancellato diciotto corse delle linee vesuviane, come si legge anche dalle pagine odierne del quotidiano Il Mattino.

E si sono aggravati con il passare della giornata i disagi per i viaggiatori che ieri si sono serviti dei mezzi della Circumvesuviana: dopo l’annuncio dei ritardi sulla linea Sorrento-Napoli e le soppressioni già comunicate in mattinata, l’Ente autonomo Volturno, presieduto da Umberto De Gregorio, ha fatto sapere nel primo pomeriggio che «causa mancanza di personale» dovuta alla mancata adesione a svolgere lavoro straordinario sarebbero state soppresse quattro corse da Napoli verso Sorrento, due Sorrento verso Napoli e una da Napoli verso Poggiomarino. Sono stati invece sostituiti con autobus i treni delle 12.02 e 15.02 diretti dal capoluogo a Sarno, altri due che da Sarno avrebbero dovuto portare a Napoli, e altri Napoli-Poggiomarino, Poggiomarino-Napoli, Napoli-Sorrento e Sorrento verso Napoli.

Annullate anche le corse del Campania Express (la linea turistica che collega Napoli e Sorrento sostando solo nelle stazioni di Ercolano, Pompei e Castellammare di Stabia) delle 18.06 con partenza da Napoli e 20.56 con partenza da Sorrento: entrambe sono state sostituite con autobus sull’intera tratta.

Il fatto è che in Eav il ricorso allo straordinario è necessario: il personale viaggiante, cioè macchinisti e capotreno, manca da decenni, l’organico è carente. Per coprire tutti i turni è necessario chiedere a chi è in servizio di fare qualche ora in più, lo straordinario appunto. Ma le ore che vanno oltre il proprio orario ordinario possono essere rifiutate, anche se ciò solitamente non avviene perché più ore significano più soldi in busta paga che, soprattutto di questi tempi, fanno comodo a tutti.

Quando, però, scatta il rifiuto, i problemi diventano inevitabili: i turni non vengono coperti e l’azienda è costretta a sopprimere intere corse, quando non può sostituire i treni con gli autobus, peraltro affidati a ditte private con un conseguente aggravio di costi. A ciò va aggiunto che, in pieno agosto e con le ferie già programmate, richiamare lavoratori in servizio è praticamente impossibile. Ed ecco che il rifiuto dello straordinario diventa un’arma, un modo per dare un segnale all’azienda.

Nello specifico, i mal di pancia vengono da un accordo sulla produttività firmato dai sindacati che non è andato giù a tutti. E basta il no di una decina di persone per generare disagi. Ieri, domenica, ancora una volta i più penalizzati sono stati i turisti, sia quelli che dovevano spostarsi da Napoli verso la costiera, sia i cosiddetti pendolari del mare.

Ma i disagi ci sono stati anche per le linee flegree, con cinque corse serali cancellate tra Montesanto e Torregaveta. «Si tratta di irresponsabili che pensano di tirare la corda, ma che non si rendono conto che ogni volta che creano un disservizio fanno un danno anche a loro stessi e a quello che hanno conquistato negli anni», spiega il presidente Eav, Umberto De Gregorio. In Eav, peraltro, sono stati fatti i concorsi ma ogni capotreno e macchinista deve fare un anno di formazione prima di salire sui convogli. Aggiunge infatti il manager Eav: «Stiamo pensando a una nuova stagione di concorsi solo per macchinisti, una figura non facile da trovare».

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