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Da Vico Equense a Sorrento, il dilemma “mare proibito”: mobilitazione dei cittadini per occupare spiagge libere

"Nel migliore di casi una coppia spende circa 100€ per l'accesso ad un Mare devastato", i turisti deviano verso il Cilento alla vista dei prezzi esorbitanti

Le incantevoli spiagge della Penisola sorrentina sono tra le più rinomate al mondo. Eppure chi le governa è costantemente oggetto di critiche da parte dei residenti, che vivono in balia della quasi assenza di spiagge libere. Tra i comuni della costa di Sorrento, soltanto Meta ha predisposto agevolazioni ai residenti, ma il mare resta off limits in quasi tutto il territorio peninsulare. A lanciare l’allarme sono i cittadini della Penisola sorrentina, come sul gruppo Facebook “La Grande Onda”, dove il principale interesse è salvaguardare l’ambiente del nostro mare, ma non solo.

Turisti deviano verso il Cilento

Questa è la testimonianza di chi affronta quotidianamente con i propri occhi la realtà, nel timore che un patrimonio inestimabile venga letteralmente devastato da una pessima etica: Ho molti amici e colleghi della Campania, provincia di Napoli e Caserta in particolare – scrive un membro del gruppo. Hanno chiamato un po’ in giro per chiedere modalità e prezzi di accesso a stabilimenti/strutture della nostra zona. Il costo medio per un SOLO lettino/ingresso (quando te lo permettono , e non c’è l’obbligo di “postazione”) è di 25€. Non apriamo discorso parcheggio. Nel 70% degli stabilimenti c’è il DIVIETO di portare pranzo da casa. Addirittura uno stabilimento ha chiesto al mio collega per ingresso con lettino, nella seconda fascia oraria (14-18) , 25€ per persona. Nel migliore di casi una coppia spende circa 100€ per l’accesso ad un Mare devastato, senza considerare il traffico e le code che devono subirsi. Una sola giornata. Il 90% di queste persone, mi ha detto che preferisce farsi un’ora e mezza di macchina e andare a Sperlonga o zona Palinuro, piuttosto che regalare soldi a “questa mandria di cafoni ignoranti che non sanno campare” e che hanno inguaiato una terra intera.

Riprendiamoci il nostro mare

La Grande Onda lancia lo slogan: “Chi sarda si fa, squalo se la mangia. Riprendiamoci le spiagge!” e propone di occupare le spiagge libere ma attrezzate di fatto andando nelle prime ore del mattino e mettendo teli sugli spazi. E chiedendo, a chi deve vigilare, di multare chi addirittura prende prenotazione in questi luoghi. La grande Onda ricorda che “Le spiagge libere attrezzate per legge devono, obbligatoriamente, essere lasciate vuote, solo a richiesta dei clienti il gestore può installare lettini e ombrelloni.”

C’è chi propone, come Francesco Gargiulo a Sorrento, un intervento per ripristinare spazi interdetti per l’accesso alle spiagge libere e c’è chi inneggia ad una vera e propria mobilitazione popolare. Insomma, i cittadini della Penisola sorrentina non ne possono più, e sono pronti a fare fronte comune per risolvere il problema.

Cosa dice la legge?

Il mare è socialità allo stato puro, un diritto che non può e non dev’essere negato. Si tratta di un vero e proprio abuso che non tiene conto del fatto che la spiaggia è un bene pubblico, appartiene al demanio anche se è data in concessione agli stabilimenti balneari. Impedirne l’accesso o chiedere un pagamento è quindi una violazione di legge. In base all’articolo 11 della legge n. 217 del 2011 che prevede “il diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione“. Insomma l’accesso al mare è libero e per fare un bagno non si deve pagare nulla.

 

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