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Cava de’ Tirreni saluta zia Carmela, guaritrice e memoria della grande alluvione

Cava de’ Tirreni saluta zia Carmela, guaritrice e memoria della grande alluvione. Ce ne parla Lara Adinolfi in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Era la zia e la nonnina di tutti, aveva una parola buona per quanti la incontravano e le chiedevano un supporto per le slogature che lei riusciva a curare, utilizzando impacchi e massaggi con erbe, rigorosamente raccolte sul monte San Liberatore. Carmela Masullo che tra un mese avrebbe compito cento anni, ora non c’è più. Era nata a Vietri sul Mare il 21 settembre 1921. Ha sempre vissuto ad Alessia, una frazione di Cava de’ Tirreni. È stata la memoria vivente e la testimone dell’alluvione del 1954 che colpì duramente Alessia di Cava de’ Tirreni. Solo pochi mesi fa è stata raggiunta dalle telecamere di «Sapiens – Un solo pianeta», il programma televisivo condotto da Mario Tozzi in onda su Rai 3 per ricordare il funesto avvenimento. In quell’occasione raccontò la sua storia e le drammatiche conseguenze dell’alluvione. Ed oggi, alla notizia della sua scomparsa, nella città dei portici non si parla d’altro. In molti sul web l’hanno salutata con un post, un commento una condivisione. E con una pioggia di emoticon con la lacrima. «Con zia Carmela vanno via generazioni di rimedi e cultura popolare – sottolineano i ragazzi di Cavastorie – i ricordi del terribile periodo di Avalanche, della pioggia di lapilli, dell’aereo a Monte Finestra, dell’alluvione del 1954, del terremoto. In una sua intervista, disse Simmo vive e nun o ssapimmo». «Ho 43 anni – rammenta Antonella – mia nonna mi portava spesso da lei per una slogatura da bambina. Jamm da Carmel ncopp a Alessia ca t mett appost ess». O ancora. «Le dissi ultimamente che sarei andata al suo compleanno anche senza invito – appunta Maria – mi rispose che non ci sarebbe arrivata, lei sapeva già». «Saggezza e umiltà – annota Vincenzo Lamberti – hanno reso Zi’ Carmela una donna davvero speciale». «Zì Carmè aveva grande fede, immensa saggezza, profondo amore per la famiglia – scrive don Gioacchino Lanzillo – la ringrazio per aver accolto nella sua semplice casa tante persone, per la sua fede genuina».

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