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Cava de’ Tirreni, parco giochi chiuso. La causa? Licenza da rinnovare, ma uffici comunali in ferie

Cava de’ Tirreni, parco giochi chiuso. La causa? Licenza da rinnovare, ma uffici comunali in ferie.

«Il parco giochi è lì da più dieci anni. Mancava solo una firma in calce al rinnovo dell’autorizzazione, ma gli uffici comunali sono in ferie».

A parlare è Giorgio Apicella , il titolare dell’attività commerciale sanzionata lunedì scorso dai vigili urbani in quanto il parco giochi annesso, con giostrine, scivoli e gonfiabili per bambini, è stato ritenuto non a norma. La vicenda, a modo suo, ha riacceso i riflettori su un problema che da mesi attanaglia la città metelliana e ha fatto insorgere i genitori di tanti bambini che non hanno spazi attrezzati e adeguati dove poter passare i pomeriggi estivi, come si legge anche dalle pagine odierne del quotidiano La Città di Salerno.

«Il problema sorto rispetto al nostro parco giochi è da ricondurre a un disguido prettamente burocratico – spiega il titolare – . Abbiamo da poco rinnovato i locali e, giustamente, è stato necessario ripresentare tutta la documentazione relativa all’agibilità e all’adeguatezza degli spazi. Il 12 agosto abbiamo anche presentato la Scia relativa all’area per i bambini, annessa all’attività di somministrazione. Qualche giorno dopo, però, abbiamo saputo dagli stessi vigili della necessità di un’autorizzazione da Palazzo di Città.

Quindi, senza nessun tipo di preavviso, hanno provveduto a chiudere l’area seduta stante tanto che alcuni bambini presenti nelle giostrine si sono messi a piangere. Abbiamo presentato tutta la documentazione aggiuntiva necessaria, ma ovviamente dobbiamo aspettare il rientro dalle ferie dei dipendenti comunali il 23 agosto per procedere». E soggiunge: «Siamo rimasti amareggiati dalla nota del sindaco Vincenzo Servalli , che addirittura parlava di illecito e abuso edilizio. Non era nostra intenzione perpetrare abusi, la struttura è operativa da almeno dieci anni».

L’operazione condotta dai vigili urbani nei confronti dell’esercente del centro storico ha sollevato un vespaio di polemiche sia sui social che tra i portici. In tanti, infatti, si sono schierati dalla parte del titolare tra i pochi, a quanto pare, a offrire ai bambini cavesi uno spazio dove poter giocare e divertirsi con tranquillità.

Sulla questione della mancanza di aree e parchi giochi in città – dopo che se ne era discusso anche nelle ultime riunioni del consiglio comunale, a fronte dei solleciti arrivati da Raffaele Giordano di “Siamo Cavesi” e Clelia Ferrara di Fratelli d’Italia – sono intervenuti anche i “Comitati Uniti”, costituitisi sì per la salvaguardia dell’ospedale cavese, ma che col passare del tempo sono diventati una vera e propria voce su quelli che sono i disagi e i disservizi che quotidianamente attanagliano i cavesi.

Dal presidente del sodalizio cittadino, Paolo Civetta , è arrivata quindi l’esortazione a tutta l’amministrazione a fare fronte comune affinché il problema venga risolto. «C’è necessità che sul tema degli spazi gioco per i bambini maggioranza e opposizione collaborino – ha detto Civetta – . Per i consiglieri comunali sicuramente il sorriso dei bambini è molto più gratificante del grazie dei genitori, sono sicuro quindi che si impegneranno per far sì che ciò si realizzi».

Dal canto suo il sindaco Servalli si è già detto cosciente di tale carenza e ha fatto sapere di essere al lavoro per risolvere il problema. «Fatta eccezione per poche aree – ha confessato il primo cittadino – mancano effettivamente in città luoghi di gioco ed aggregazione per i ragazzi. Su alcune possibilità stiamo lavorando, ma non vi sono dubbi sul fatto che questa esigenza sia reale ».

 

 

 

 

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