Quantcast

Cava de’ Tirreni: il sindaco è scettico, nessun centro Asl nell’ex “hotel del re”

Cava de’ Tirreni: il sindaco è scettico, nessun centro Asl nell’ex “hotel del re”. Ce ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Il sindaco Vincenzo Servalli si dice scettico sulla riqualificazione dell’antico e abbandonato Hotel De Londres per farne il nuovo centro dell’Asl.

La struttura, un tempo fiore all’occhiello del turismo cittadino e diventata poi una casa per anziani oggi abbandonata a se stessa, era tra le ipotesi di ri-destinazione per creare un nuovo polo sanitario in città. Ma a quanto pare il percorso è pieno di ostacoli e per ora tale possibilità non resta dunque perseguibile. A farlo sapere è stato lo stesso primo cittadino di Cava de’ Tirreni, alla luce delle ipotesi avanzate in consiglio comunale dagli esponenti di minoranza del gruppo “Siamo Cavesi”, Raffaele Giordano e Marcello Murolo , che nell’ex Hotel De Londres avevano individuato la possibilità di realizzare la sede del nuovo distretto sanitario dell’Asl a cui proprio Servalli accennava qualche giorno fa. «La struttura è di proprietà della Regione Campania – ha spiegato il primo cittadino – ed ha un vincolo di destinazione ben preciso. Potremmo immaginare tutte le idee più belle del mondo ma chiunque volesse farci qualcosa deve ragionare in termini di sociale. Un tempo si era pensato addirittura di realizzare lì una casa d’accoglienza per attori in pensione. Progetto di cui, poi, non s’è più fatto nulla».

Intanto da albergo-cartolina storica, tanto rinomato da essere scelto dal re Vittorio Emanuele III per il suo soggiorno cavese, la struttura è diventata un palazzo dimenticato. L’antico complesso immobiliare, realizzato nel 1840 in corso Mazzini, è oggi inutilizzato, dopo essere passato dall’essere un albergo di lusso all’ospitare gli anziani di una casa di riposo poi trasferitasi altrove. Ed è proprio di questa ultima destinazione che l’immobile conserva ancora le abbandonate tracce. Infatti, sebbene interdetto, il complesso è facilmente accessibile dal pianterreno che danno sui locali dell’atrio, al momento utilizzati come deposito di materiali comunali dimenticati e ciotole per dar da mangiare ai gatti della zona. Ai piani superiori le stanze d’albergo, poi diventate la dimora degli anziani, conservano ancora letti immobilizzati dal fitto strato di polvere accumulatosi nel tempo.

L’immobile sembra sia stato dimenticato nonostante, nel 2007, il ministero per i Beni culturali l’abbia dichiarato bene di interesse architettonico. Sulle carte la proprietà è della Regione che, non sapendo cosa farne, nel febbraio del 2017 aveva pubblicato sul Bollettino Ufficiale l’avviso esplorativo di manifestazione d’interesse per l’affidamento in gestione specificando che il complesso si compone dell’immobile principale di cinque piani, comprensivo del parco (8.099 metri quadrati), di una palazzina di due livelli, situata all’ingresso del parco (219 metri quadrati). L’avviso è rimasto lettera morta e per ora i progetti di riqualificazione non sono stati stilati nonostante le diverse amministrazioni comunali metelliane abbiano messo la valorizzazione dell’immobile nella propria agenda e all’interno dei vari piani triennali delle opere pubbliche. Prima, però, bisognerebbe provvedere all’acquisizione da parte del Comune dell’immobile che rientra nell’elenco dei beni immobili patrimoniali della Regione Campania.

Commenti

Translate »