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Castellammare di Stabia: successo per la notte dei vaccini, ma i contagi risalgono

Castellammare di Stabia: successo per la notte dei vaccini, ma i contagi risalgono. Ce ne parla Fiorangela d’Amora in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Seicento vaccini, oltre sei ore di inoculazione, Asl e Ascom-Confcommercio assieme per il primo Open Day a Castellammare. Le luci della Cassarmonica hanno fatto da cornice alla folla di persone che ben oltre l’orario prestabilito hanno atteso il loro turno per ricevere la prima dose di Pfizer. C’è Maria che non era riuscita a vaccinarsi per tempo, Ernesto che non avrebbe voluto ma le regole del Green Pass lo hanno messo di fronte ad una scelta, Antonietta spinta dalla nipote a rompere gli indugi. Residenti stabiesi ma non solo, in tanti arrivano dai comuni limitrofi, qualcuno si era perso nelle maglie della burocrazia e del portale di iscrizione, molti tra i 600 vaccinati sono anche giovani lavoratori. La collaborazione con l’associazione di categoria ha permesso a tanti dipendenti dei negozi di fare il vaccino tra una vendita e l’altra. La puntura e poi il turno di lavoro è proseguito normalmente. Anche questo è stato il VaccinVilla, che ha fatto da terreno sperimentale ma anche di lancio per altre iniziative simili in altre città dell’Asl Napoli3 Sud.

IL BILANCIO «Siamo soddisfatti – commenta Antonio Coppola responsabile Covid Asl Napoli3Sud – hanno partecipato davvero in tanti e non ce l’aspettavamo. Si tratta del primo passo, sia chiaro, c’è ancora tanto da fare perché si raggiunga un numero soddisfacente di vaccinati. Purtroppo nella Napoli 3 sono ancora 250mila gli utenti che non si sono nemmeno mai iscritti al portale e non intendono fare l’iniezione. A queste persone dobbiamo parlare». E accanto a quelli che ieri erano in fila attendendo un vaccino che potrebbe salvargli la vita, c’erano anche gli scettici che sorridevano e si mostravano dubbiosi nel vedere tutte quelle persone attendere il siero. Il lavoro dei medici ora è di convinzione e il lungo cordone di ieri è la migliore testimonianza di fiducia verso lo schermo anti Covid-19. Due camper, una unità mobile di soccorso e un’ambulanza, assieme a due tende cingevano in cerchio l’area adibita per i vaccini, al centro tavolini per segnare e schedare i vaccinandi. In supporto al personale dell’Asl il reparto operativo dei Ross. «Grazie al nostro personale sanitario che sta operando anche fuori dall’orario di lavoro mostrando grande senso di responsabilità – conclude Coppola – il nostro obiettivo è schermare quanti più cittadini possibile. La quarta ondata è già in corso, i danni del virus sono molteplici e spesso permanenti anche nei giovani, non bisogna indugiare. Abbiamo eseguito nel mondo così tanti vaccini che i dubbi sulla loro efficacia o le perplessità sui danni non hanno senso». Nei prossimi giorni altri Open Day nei luoghi di ritrovo delle città.
Venerdì sera l’orario prestabilito era dalle 19 alle 24, ma le inoculazioni sono proseguite fino all’una e trenta. Alle 23 il volontario al megafono chiamava il numero 397, un lungo appello che arrivava all’intera piazza affollata di vacanzieri e vaccinandi. Soddisfatti anche il sindaco Gaetano Cimmino e l’Ascom: «Un bel momento di sensibilizzazione – commenta il primo cittadino – un contributo concreto per combattere la diffusione del virus, coinvolgendo tante persone provenienti dall’area vesuviana, dai Monti Lattari e dalla penisola sorrentina. Un progetto fortemente voluto dall’amministrazione comunale e dall’Asl Napoli3 Sud, un’iniziativa che conferma l’importanza della sinergia tra istituzioni per il bene di tutti i cittadini».

L’ALLARME Anche perché la situazione, per quanto i parametri ospedalieri siano nella norma, vede aumentare i contagi nelle singole città. Venerdì il pronto soccorso del San Leonardo ha chiuso e riaperto per le operazioni di sanificazione dopo l’arrivo di cinque positivi. Ieri mattina invece ha riaperto il centro tamponi all’interno delle Antiche Terme, 150 esami da fare per l’Asl a chi è tornato dalle vacanze o chi ha avuto contatti stretti con positivi. Segno che la pandemia ha ripreso a correre velocemente.

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