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Castellammare di Stabia, De Luca avverte Fincantieri «Disimpegno intollerabile»

Castellammare di Stabia, De Luca avverte Fincantieri «Disimpegno intollerabile». Ce ne parla Fiorangela d’Amora in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Il caso Fincantieri di Castellammare nell’agenda regionale e del governo centrale. Può un hub crocieristico convivere con il cantiere più antico del Mezzogiorno? È quanto vorrebbero gli operai, sindacati e forze politiche in campo che chiedono a Fincantieri di non chiudere la porte alla costruzione di navi, lasciando aperto un cantiere ridimensionato in grado di costruire solo pezzi o fare da officina riparazioni. Una prospettiva di ridimensionamento che nessuno vuole, a partire dagli operai che sono in stato di agitazione da quasi un mese e hanno scioperato bloccando la statale sorrentina a fine luglio e con un corteo in città lo scorso venerdì. Fino ad oggi si sono mobilitati in difesa del cantiere stabiese autorità cittadine, regionali e parlamentari, eppure il nodo è tutt’altro che sciolto e le interlocuzioni con l’azienda non si sono mai avviate ufficialmente, nonostante siano arrivate convocazioni di confronto sia da parte del Comune di Castellammare sia della Regione. Tavoli ai quali Fincantieri non ha mai partecipato, lasciando dubbi sui piani futuri del cantiere. Questa mattina, dopo un rinvio dell’ultima ora, ci sarà il confronto voluto dal prefetto Marco Valentini che aveva convocato le parti per ieri pomeriggio.

LA MODIFICA Poche ore prima, intanto, a Palazzo Santa Lucia, si parlava proprio dei progetti per Castellammare, grazie all’incontro tra De Luca e Andrea Annunziata, presidente dell’Autorità Portuale del Mar Tirreno centrale (Napoli-Castellammare-Salerno). Sul tavolo i progetti dell’Autorità che deve approvare il Documento di Programmazione Strategico, propedeutico al piano Regolatore  Portuale, che utilizzerà fondi anche del Recovery Plan e quindi ha tempi stretti per essere approvato. Dopo il confronto, dal governo regionale è arrivato chiaro il sostegno al presidente Annunziata per gli investimenti da fare (35 milioni) che riguardano anche la messa in sicurezza del porto otre che la modifica della banchina, oggi in uso a Fincantieri, per l’attracco di navi da crociera. «Sarebbe davvero intollerabile ha dichiarato il presidente De Luca che alle tante crisi industriali del nostro territorio si aggiungesse anche un disimpegno su Castellammare». Quelli che saranno i piani industriali, Fincantieri dovrebbe chiarirli questa mattina anche se gli operai non nutrono speranze. «Non ci aspettiamo già un piano industriale nell’incontro convocato in Prefettura – spiega Francesco D’Auria, Rsu Fiom – ma siamo consapevoli che possa aprirsi un primo confronto con l’azienda, stilare un calendario di incontri. Se ci sono piani già decisi che vengano all’Unione industriali a dircelo, noi vogliamo poter fare navi complete, e senza la banchina di certo non potremmo allestire né costruire. Naturalmente ridimensionare il cantiere significherà perdere altri posti di lavoro».

LO SCONTRO La trasformazione del porto stabiese è diventato anche terreno di scontro politico. Critico il consigliere regionale della Lega Severino Nappi, nei confronti della politica regionale: «Invece di limitarsi a mere dichiarazioni di disponibilità agli investimenti – spiega Nappi – assistiamo all’inadeguatezza politica e all’incapacità amministrativa del presidente della Regione, di chiedere al governo un intervento finalizzato alla valorizzazione del cantiere di Castellammare. Le proposte le abbiamo già messe noi sul tavolo: la realizzazione di un polo per la formazione a Castellammare al servizio dell’intero gruppo Fincantieri, e che consenta ai nostri giovani di specializzarsi nella cantieristica navale e di essere impiegati in tutto il mondo; la creazione di un grande bacino per le costruzioni navali e la determinazione di un preciso focus costruttivo nell’ambito della progettualità generale della Fincantieri». Tende invece una mano ai passi fatti finora dal governo regionale il capogruppo regionale di Forza Italia, Annarita Patriarca: «Il coinvolgimento attivo della Regione Campania è un passo importante, su cui Forza Italia ha insistito con particolare convinzione, nella trattazione della vertenza ma, ancor di più, è importante che anche il governo eserciti quella giusta dose di moral suasion su Fincantieri per salvare la mission industriale e i livelli occupazionali. Sarebbe assolutamente incomprensibile  – conclude Patriarca – se un’azienda di Stato, tra le più importanti al mondo, sfuggisse al compito di creare valore sul territorio».

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