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Capri recuperato l’autobus dopo 12 ore di lavoro fra le lacrime

Capri recuperato l’autobus dopo 12 ore di lavoro fra le lacrime Un imponente impiego di uomini e di mezzi e la tenacia dei Vigili del Fuoco e delle maestranze, ininterrottamente al lavoro per dodici ore, dalle 9 di ieri mattina alle 21: tanto è durata l’operazione di recupero della carcassa del pullmino dell’Atc che il 22 luglio è volato nella scarpata che fiancheggia la spiaggia libera di Marina Grande a Capri, precipitando nel vuoto insieme ai passeggeri, tredici dei quali rimasti feriti, e all’autista, il 32enne Emanuele Melillo, che nell’incidente ha perso la vita. Dopo due settimane di indagini – affidate al pm della Procura di Napoli Titta Ferrante – ieri si è arrivati alla fase della rimozione, necessaria per consentire il trasferimento dei resti del veicolo in un deposito giudiziario dei Vigili del Fuoco, a disposizione dei periti e dei tecnici che dovranno scoprire le causa del disastro.
LA SFILATA
Ieri mattina, con la prima nave partita da Napoli alle 7.15, sono sbarcati sul molo di Marina Grande gli automezzi speciali dei Vigili del Fuoco a cui è stato affidato il lavoro di rimozione e di trasporto in terraferma: all’opera un nucleo di specialisti del Corpo, coordinati dal comandante provinciale Giovanni Russo, in collaborazione con i colleghi della locale stazione VF e il caposquadra Vincenzo Medugno. In attesa, sul luogo dell’incidente, il sindaco di Capri Marino Lembo con il comandante della Polizia municipale Daniele De Marini e i dirigenti delle forze dell’ordine che operano sull’isola – Guardia Costiera, carabinieri, Polizia di stato, Guardia di finanza – mentre sfilavano per raggiungere il posto gli automezzi speciali tra cui un escavatore e una potente gru.
L’intera mattinata è trascorsa a trovare il sistema per districare la cabina, ormai diventata un ammasso di lamiere, dalla vegetazione e dalle assi di legno dello stabilimento balneare semidistrutte nell’impatto. Con l’utilizzo di un escavatore, quindi, il mezzo è stato portato al livello dei cavi che dovevano agganciarlo prima di riportarlo al livello stradale. Nel tardo pomeriggio è arrivata l’ordinanza del sindaco che ha vietato il transito sulla provinciale Marina GrandeCapri nel tratto delle operazioni, ed ha imposto lo sgombero della spiaggia, del chioschetto zio Ciccio e del lido Le Ondine. Poco dopo le 18 è arrivato il potente camion rosso con i cavi della gru, che ha calato la fune in acciaio dalla quale pendeva la struttura per l’aggancio. Una lenta e meticolosa discesa per evitare che la benna trovasse intralcio tra le erbacce e gli alberi che costeggiano la muraglia, sino a quando è stato possibile posizionare i ganci per iniziare la risalita.
L’IMPREVISTO
Un sospiro di sollievo c’è stato tra tutti coloro che hanno partecipato all’operazione, ma la risalita si è fermata all’improvviso quando il pullmino si è girato su se stesso, rimanendo fermo sulla piattaforma. Rapidamente alcuni Vigili del Fuoco si sono avventurati lungo la parete scoscesa per poterlo rimettere nella posizione giusta per continuare la risalita. Alle 21, finalmente, la carcassa è stata poggiata sull’asfalto da cui era schizzata via in quel caldo giovedì d’estate. È stata accolta da applausi ma anche da lacrime. E adesso si proverà a farla «parlare». A farsi spiegare perché abbia spiccato quel volo, portandosi via la vita di un giovane uomo e, per sempre, la gioia dal cuore della sua compagna, che qualche giorno dopo ha perso il bimbo che portava in grembo. Anna Maria Boniello

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