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Boom di sbarchi a Capri: “Serve un piano anti caos”

Boom di sbarchi a Capri: “Serve un piano anti caos”. Ce ne parla Marco Milano in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis.

Sbarchi e folla al porto di Capri, riorganizzare il piano degli arrivi per non collassare.

L’isola azzurra fortunatamente dal punto di vista turistico sta vivendo giornate di gran pienone con numeri importanti per quanto concerne prenotazioni e presenze. Un trend prezioso se si prende in considerazione il particolare periodo che sta vivendo il mondo intero negli ultimi diciotto mesi e che rilancia il settore terziario, di gran lunga il più colpito da restrizioni, protocolli e “zone colorate”.

Il rovescio della medaglia, purtroppo, è il caos sulle banchine e il congestionamento dei servizi e del sistema, se in pochi minuti attraccano diversi mezzi, magari, provenienti anche da moli di partenza diversi.

La soluzione più volte ventilata e necessaria resta quella di riprogrammare gli orari di arrivi e partenze in base a precise esigenze “a terra”. Se non si prendono in considerazione, infatti, le necessità di “smaltire” la folla all’arrivo da parte del circuito dei collegamenti interni all’isola tra l’altro in una striscia portuale e più in generale in un borgo marinaro dalle dimensioni ridotte, la “macchina Capri” rischia di esporre il cartello “game over”. È fondamentale, dunque, coordinare un piano orario, come danno notare gli addetti ai lavori e gli operatori del settore, “calcolando” i tempi di sbarco dei passeggeri, distanziando un arrivo dall’altro.  o. Inoltre, come segnalato alla delegazione isolana dell’Unione Nazionale Consumatori, è capitato in vari momenti in alcune giornate che il mezzo in partenza salpi in un ritardo “obbligato” in considerazione del fatto che il suo viaggio nel senso inverso, proveniente da Sorrento o Napoli, è in orario con una tempistica che praticamente non tiene in considerazione i minuti necessari effettivi per le manovre di imbarco, sbarco e durata della traversata, a voler tacere delle necessarie operazioni di pulizia e sanificazione del mezzo prima della nuova salita di passeggeri. Insomma l’unico vero modo per salvare il sistema isolano all’accoglienza, il terminal che come un aeroporto gestisce la movimentazione arrivi-partenze a Capri, è con tutta evidenza la riprogrammazione del piano orario dei collegamenti tra l’isola azzurra e la terraferma. Un quadro che andrebbe pensato esclusivamente in proiezione del numero di persone in entrata e in uscita, mantenendo uno standard massimo, con l’obiettivo di mettere in primo piano e al primo posto la sicurezza e la vivibilità del porto e solo dopo altre, e secondarie, esigenze.

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