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Arte Contemporanea. Intervista alla brava artista Anna Donati, in arte Iskra, a cura di Maurizio Vitiello. foto

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    Intervista di Maurizio Vitiello – Risponde l’artista Anna Donati, in arte Iskra.

     

    Anna Donati studia all’Istituto d’Arte e si perfeziona all’Accademia Belle Arti di Macerata.

    Dopo il diploma, lavora nella moda e collabora con l’architetto Aldo Tomassini Barbarossa.

    Nei primi anni Novanta si dedica solo all’arte.

    Sue opere sono presenti in molti musei e luoghi pubblici.

    Dal 2006 organizza i Martedì dell’Arte, incontri su personaggi e movimenti artistici.

    Nel 2012 fonda l’Associazione Arte.

    Iskra è inserita nell’Atlante degli Artisti marchigiani pubblicato nel 2007. Armando Ginesi, Marisa Vescovo, Luca Beatrice, Alvaro Valentini, Giorgio Di Genova, Stefano Papetti, Luigi Dania, Nino Ricci, Carlo Melloni, Leo Strozzieri, Lucio Del Gobbo e Leonardo Mancino firmano la sua V monografia.

    Dal 2017 inizia un periodo di ricerca utilizzando tessuti in chiave scultorea.

    Personali più importanti: Museo Bargellini (BO); Fith Avenue 225, New York; Scoletta San Giovanni (VE), Galleria La Molinella (Faenza); City Art Gallery, Greenville North Carolina (U.S.A.); Villa Fidelia, Spello; Chiesa della Maddalena (Pescheria), Pesaro.

    L’artista ha pubblicato cinque monografie.

     

    D – Puoi segnalare il tuo percorso di studi?

    R – Istituto Statale d’Arte “Cantalamessa” di Macerata, Accademia di Belle Arti sezione pittura di Macerata, Segretaria d’azienda.

     

    D – Può raccontare i desideri iniziali che nutrivi?

    R – Il mio desiderio più grande era di eguagliare il Mantegna (all’età di dieci anni).

     

    D – Puoi precisare i sentieri che aveva intenzione di seguire e i percorsi che hai realmente seguito?

    R – Il percorso che avrei voluto seguire era di poter frequentare i corsi di restauro dell’Istituto Superiore.

     

    D – Quando è iniziata la voglia di “produrre arte”?

    R – All’età di dieci anni.

     

    D – Quali piste di maestri hai seguito?

    R – Klee – Kandinski – Pontormo.

     

    D – Mi può indicare gli artisti bravi che ha conosciuto e con cui hai operato, eventualmente “a due mani”?

    R – Nino Ricci.

     

    D – Quali sono le personali da ricordare e i temi trattati, di volta in volta?

    R – Tante, ne cito una per tutte: “Trasparenze cromatiche” presso il museo Bargellini, presentata da Giorgio di Genova.

     

    D – Dentro c’è la tua percezione del mondo, forse, ma quanto e perché?

    R – C’è la percezione, non mi domando come e perché.

     

    D – Ora, può specificare, segnalare e motivare la gestazione e l’esito delle esposizioni, tra collettive e rassegne importanti, a cui hai partecipato?

    R Sempre impegnativo realizzare personali (ne ho realizzate 80), mi sto ancora chiedendo se ne è valsa la pena.

     

    D – L’Italia è sorgiva per gli artisti dei vari segmenti? Le Marche, l’Abruzzo, il Sud, la “vetrina ombelicale” milanese cosa offrono adesso?

    R – No. Nulla.

     

    D – Pensi di avere una visibilità congrua o soddisfacente?

    R – No.

     

    D – Quanti “addetti ai lavori” ti seguono?

    R – Diversi.

     

    D – Quali linee operative pensi di tracciare nell’immediato futuro?

    R – Ci sto pensando.

     

    D – Pensi che sia difficile riuscire a penetrare le frontiere dell’arte? Quanti, secondo te, riescono a saper “leggere” l’arte contemporanea e a districarsi tra le “mistificazioni” e le “provocazioni”?

    R – Per me, sì. Pochissimi.

     

    D – I “social” t’appoggiano, ne fai uso quotidiano o settimanale?

    R – No, non li uso.

     

    D – Con chi ti farebbe piacere collaborare tra critico, artista, art-promoter per metter su una mostra o una rassegna estesa di artisti collimanti con la tua ultima produzione?

    R – Non so, dipende dalle condizioni sia economiche che umane.

     

    D – Perché il pubblico dovrebbe ricordarsi dei tuoi impegni artistici?

    R – Per la mia onestà intellettuale e artistica che mi ha sempre accompagnata.

     

    D – Pensi che sia giusto avvicinare i giovani e presentare l’arte in ambito scolastico, accademico, universitario e con quali metodi educativi esemplari?

    R – L’Arte mal si piega ai metodi scolastici. L’introduzione alla lettura del linguaggio artistico dovrebbe avvenire in forma di sollecitazione e racconto.

     

    D – Prossime mosse, a Perugia, Milano, Roma, Londra, Parigi, …?

    R – Difficile ipotecare il futuro, soprattutto, in un momento in cui la spada di Damocle è puntata su di noi.

     

    D – Che futuro prevedi nel post-Covid-19?  

    R – Il Covid-19 ci accompagnerà per ancora molti anni, purtroppo; fare previsioni reputo sia molto azzardato.

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