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Ufficio Catechistico Diocesano Amalfi – Cava de’ Tirreni: “Qualcuno ha sognato te!”

Condividiamo il bellissimo post dell’Ufficio Catechistico Diocesano Amalfi – Cava de’ Tirreni: «Sappiamo che la componente onirica, cioè del sogno, è parte integrante della vita; molto spesso nei sogni escono fuori dal piano dell’inconscio pensieri, paure, idee e desideri, che trovano sbocco proprio in questa esperienza notturna; esso è il segno chiaro che la nostra mente raggiunge gradi profondi di riposo ed una categoria, interpretata nel testo Sacro, come canale particolare di Grazia; da giovanissimo, invece, rimanevo incantato dalle canzoni di un LP del caro Lucio Battisti dal titolo: “Umanamente uomo, il sogno”! Carissimi e carissime, mi sono lasciato portare per mano da questa immagine solo perché mi è sembrato che sia quella dominante nella meditazione della Parola di questa quindicesima domenica del tempo ordinario: nelle sue pieghe possiamo incontrare il volto di un Dio che sogna, ma questa volta ad occhi aperti, niente altro che ognuno ed ognuna di noi; e quanto sogna! E come sono diversi i suoi sogni dai nostri! Sì, chiunque dei Suoi figli e delle Sue figlie può dire di sé con certezza: Dio ha un sogno sulla mia vita e mi sceglie, cioè mi elegge, traendomi dal fango delle paludi di una storia grigia ed insignificante. A me sembra che così giustifichi il suo strano comportamento il profeta Amos nella prima lettura, quasi suggerendo al sacerdote di corte, compromesso con il potere corrotto: “guarda, fratello, non te la prendere con me, per favore; non mi sono scelto io per questa opera, io non sto qui perché ho voluto compiere questo particolare mestiere, in realtà Dio ha sognato me e mi ha scelto, quasi catapultandomi in un mondo a cui non avevo mai pensato e che non mi ha mai riguardato troppo”! Tenete presente la motivazione che nella poesia di Totò ”A livella” adduce quel povero netturbino? Gesù nel Vangelo chiaramente ha la stessa logica del Padre, esaltata da maestro anche da Paolo nell’inno agli Efesini, che leggiamo come seconda lettura, attraverso cui siamo chiamati a ben leggere tutto il nostro essere cristiani/e come una scelta, una elezione, un sogno di Dio per e su di noi. Bellissimo pensare allora che siamo stati sognati in vista di una missione, che non è nostra e che non ci deve vedere protagonisti, tanto da metterci sul piedistallo della premiazione: lasciamo che lì ci siano i nostri giocatori della nazionale ai campionati europei! Mandati, andiamo a baciare il Cuore di Dio: cioè quando, nonostante tutto (paure, egoismi, debolezze), diamo il Sì della nostra disponibilità, lì proprio, come canta benissimo il Salmo di oggi, si incontrano in amplesso amore e verità e quest’ultima germoglia dalla terra, mentre la giustizia fa capolino dal cielo: il sogno comincia ad essere costruito e ciò che sembrava irrealizzabile diventa realtà. Carissimi e carissime, vi accorgete di cosa ci sta dietro il nostro semplice andare ed annunciare? Siamo stati pensati e scelti dall’eternità: per ognuno e ognuna di noi Gesù non ha dormito almeno una notte e quindi non possono essere i piccoli ostacoli a fermarci! Nella preghiera di lode siamo chiamati sempre di più a rafforzare questa coscienza e trovare grande gioia in essa: io sono stato sognato da Dio, Egli ha un sogno sulla mia vita, che per questo non è affatto da buttar via! Ed infine lo stile: innanzitutto la fiducia, che ci apre alla sorpresa di chi non porta nulla, semplicemente perché lungo la strada Dio provvede, in quanto la missione è Sua; e poi mai coniugare la prima persona singolare del pronome personale: la missione si coniuga bene solo con la prima persona plurale dello stesso; un grande noi, facciamo bene a scriverlo a caratteri cubitali dentro il nostro cuore missionario. Don Luigi, con il noi, servo».

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