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“Teatro in cammino” presenta “La Storia di tutte le storie” di Gianni Rodari

A Piano di Sorrento “Teatro in cammino” presenta “La Storia di tutte le storie” di Gianni Rodare considerato il capolavoro teatrale del poeta piemontese. “La storia di tutte le storie” è il racconto di un viaggio che Arlecchino, Pulcinella, Colombina e Balanzone compiono alla ricerca de “L’Uomo che non c’è”. Durante il viaggio i quattro protagonisti saranno aiutati da Pierrot e da “Il Bambino sperduto”, mentre saranno ostacolati dai cattivi, Smeraldina e Pantalone. Il viaggio toccherà diverse tappe: il Paese delle paure, il Mercato delle parole, l’Ospedale, etc. Arriveranno poi sulla Luna e lì, scoprendo che l’infido Pantalone sta imperversando sulla terra, decideranno di tornare indietro per contrastare le cattiverie del loro avversario. Il testo fu scritto nel 1976 con un gruppo di artisti di primissimo piano: Emanuele Luzzati, Gianni Fenzi, Angelo Corti, Mara Baronti, Sebastiano Tringali e soprattutto improvvisando con i bambini, perché una cosa è certa se uno come Gianni Rodari fosse ancora tra noi, ci sarebbero molti meno bambini “prigionieri” di un cellulare o di un videogioco. “Teatro in cammino” è un progetto ideato l’anno scorso per creare una rete di collaborazione post emergenza fra le diverse realtà del teatro ragazzi in Campania di cui fanno parte otto realtà teatrali. L’idea è portare il teatro nelle piazze e nei luoghi all’aperto per regalare momenti di bellezza e divertimento. Venerdì 23 luglio, alle ore 19, al Campetto di Mortora a Piano di Sorrento “Magazzini di Fine Millennio” presenterà “Mascherata Universale”, da “La storia di tutte le storie” di Gianni Rodari, per la regia di Michele Monetta, che ne cura l’adattamento con Salvatore Cipolletta e vede in scena Igor Canto, Valeria Impagliazzo, Paola Maddalena, Maurizio Parlati, Cristina Recupito. La compagnia mette in scena un pirotecnico testo/canovaccio, come avveniva con i comici della Commedia dell’Arte che “scrivevano in piedi”, vale a dire sviluppare il testo teatrale attraverso “parole-azioni”, in un sapiente gioco d’improvvisazioni da codificare e non come un componimento poetico a tavolino. Gli spazi di vita pubblica si trasformano in teatri all’aperto, per dare stimoli e sensazioni più vive. Riappropriarsi dei luoghi, magari non più vissuti in questi recenti mesi di chiusura, significa anche restituirli ai cittadini e, in particolare, alle nuove generazioni, dimostrando che essi possono essere e divenire luoghi di socializzazione e allo stesso tempo di cultura.
a cura di Luigi De Rosa

Generico luglio 2021

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