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Sorrento, nel nome di Caruso riapre il belvedere del museo Correale

Sorrento, nel nome di Caruso riapre il belvedere del museo Correale , Positanonews, come sempre per gli eventi importanti della penisola sorrentina e costiera amalfitana, seguirà questo momento importante . Dopo un anno di chiusura a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia, riapre oggi il museo Correale di Sorrento. Un ritorno in musica, con la celebrazione del centenario dalla morte di Enrico Caruso: alle 20 «Ricomincia il canto», un concerto della compagnia Opera e Lirica, guidata da Giusi Cuccaro, con i tenori Marco Ferrante e Achille Del Giudice e i musicisti Ivan Antonio, Norma Ciervo e Andrea Montella. Per l’occasione verrà presentato il restauro della statua e la fontana di Cerere realizzato grazie al sostegno del Grand Hotel Ambasciatori.
Il concerto , scrive Giovanni Chianelli su Il Mattino di Napoli , si tiene sulla terrazza belvedere che con il parco è il primo spazio del museo che torna a essere fruibile: «Da settembre sarà accessibile, progressivamente, anche l’interno. La sala degli specchi, riqualificata, ospiterà un ciclo di concerti in continuità con la tradizionale offerta musicale del museo», dice Paolo Iorio, direttore da gennaio, raccontando che cosa il pubblico troverà nei prossimi mesi: «Apriremo uno alla volta i punti ristrutturati, con un intervento costato 400.000 euro che ha rivoluzionato il luogo. Una vera rinascita, in piena intesa con il presidente del museo Gaetano Mauro e l’amministrazione comunale». Tra gli interventi, la ristrutturazione dei vecchi cantinati fino a poco fa completamente inaccessibili, che diventano l’area archeologica del museo, pronta a ospitare il nuovo allestimento dei reperti della collezione. La biglietteria è stata riposizionata, rifatti gli impianti di insonorizzazione e quelli di illuminazione, è stato creato un angolo dedicato ai restauri a vista per i visitatori. Spiega Iorio: «La riqualificazione ha interessato anche gli altri piani. Abbiamo provveduto a nuovi allestimenti e a una scelta diversa nelle opere esposte».
Iorio ha diverse idee per il futuro: «Siamo al lavoro con le università Luigi Vanvitelli e Federico II per restauri e progetti architettonici. Stiamo cercando un acronimo per valorizzare la riconoscibilità del museo, che ha già acquisito la dicitura Sorrento, un brand internazionale. Con le sue collezioni di porcellane, mobili e la ricca pinacoteca è già considerato il più bel museo di provincia d’Italia, puntiamo a renderlo tra i più belli in assoluto. Si consoliderà come un punto cruciale dell’offerta della penisola sorrentina, il numero dei visitatori aumenterà».
Sempre che non ci si metta di mezzo il Covid: «Sono assolutamente a favore del green pass ma temo la macchina statale italiana, spesso deficitaria. Non si capisce perché questa soluzione, legittima, si sia trovata alla vigilia delle vacanze, eppure avevamo avuto l’esperienza del 2020 che doveva imporre cautela. Molti, tra chi ha avuto il virus e anche tra i vaccinati, ancora non hanno ottenuto la documentazione: non vorrei che il settore dei musei, tra i più penalizzati dalla pandemia, vada verso il collasso».

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