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Sorrento, morte Carmela Stinga in Ospedale , tutti scagionati dopo nove anni

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Sorrento, morte Carmela Stinga in Ospedale , tutti scagionati dopo nove anni  Scagionati dopo quasi nove anni di indagini e udienze, lo scrive il quotidiano Metropolis nell’edizione odierna

Per la morte di Carmela Stinga, deceduta all’ospedale di Sorrento dopo una caduta in casa, il Tribunale di Torre Annunziata non attribuisce colpe al personale sanitario del presidio di corso Italia.

Arriva l’assoluzione, al termine del processo di primo grado, per i medici dell’unità di medicina Salvatore Aprea (difeso dagli avvocati Salvatore Caputo e Walter Rivieccio), Salvatore Bianco (difeso dall’avvocato Salvatore Caputo), Maurizio D’Antonio (difeso dall’avvocato Michele D’Antonio) e Paolo Zamparelli (difeso dall’avvocato Giuseppe Vitiello) e l’infermiera Anna Maresca (difeso dall’avvocato Alfredo Sorge). La Procura di Torre Annunziata aveva chiesto cinque condanne: nel dettaglio, tre anni per la caposala e due anni e sei mesi per i dottori. L’accusa era quella di omicidio aver omesso di praticare alla paziente un emotrasfusione. Una negligenza, secondo gli inquirenti, che avrebbe portato alla morte cinquantenne di Sorrento. Di diverso avviso gli imputati e i loro difensori che hanno professato l’innocenza di medici e caposala. Fino alla sentenza del Tribunale di Torre Annunziata (giudice monocratico Fernanda Iannone) che ha assolto tutti gli imputati.
La tragedia si consumò tra il 15 e il 16 settembre del 2012. Il figlio della donna tornò a casa dopo una giornata di lavoro e trovò la madre in terra, all’ingresso, in un lago di sangue. Il giovane diede l’allarme e nel giro di pochi istanti, nell’appartamento, piombarono i paramedici del 118 e poliziotti. La donna fu sottoposta alle cure nell’ospedale di Sorrento, dove furono riscontrate ferite lacero-contuse imputabili ad una caduta avvenuta in casa, prima che rientrasse suo figlio.
Le condizioni della donna si sono poi aggravate fino al decesso. Partirono le indagini, poi il rinvio a giudizio di cinque imputati, ora assolti.

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