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Salerno, indagato il magistrato Roberto Penna , accuse a un giudice sempre impegnato

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Salerno, indagato il magistrato Roberto Penna , accuse a un giudice sempre impegnato contro i politici anche in Costiera amalfitana e non solo. Desta perplessità perchè Penna ha sempre fatto un lavoro puntuale e certosino , a riportare la notizia tutti i quotidiani della Campania, ecco cosa dice Il Mattino di Napoli  a firma di Leandro Del Gaudio

“Avrebbe fornito informazioni riservate a un imprenditore salernitano a proposito di indagini condotte dal suo ufficio; poi avrebbe reso indicazioni utili ai titolari di un consorzio (a proposito di contatti in prefettura, nella spinosa materia delle interdittive antimafia), in cambio di incarichi professionali a una avvocatessa a cui era legato sotto il profilo sentimentale. Sono queste le ipotesi che hanno spinto la Procura di Napoli a perquisire ufficio e abitazione del pm salernitano Roberto Penna. Corruzione in atti giudiziari, traffico di influenze e rivelazione di atti coperti da segreto istruttorio sono le accuse mosse dalla Procura di Napoli. In queste vicende sono indagati gli imprenditori Eugenio Rainone (a suo tempo coinvolto anche nell’inchiesta sul Crescent), Gregorio Fiscina, Umberto Inverso; l’ex generale della Finanza Fabrizio Lisi (oggi in pensione), Francesco Vorro (imprenditore vesuviano), e l’avvocato Maria Gabriella Gallevi, legata sentimentalmente al magistrato perquisito ieri a Salerno. Una vicenda che va raccontata a partire da una premessa: le perquisizioni messe a segno ieri non vanno intese come un elemento di prova a carico degli indagati, ma come un mezzo di ricerca di dati in grado di confermare le ipotesi di accusa. Tutte le persone coinvolte avranno modo di replicare alle accuse e di dimostrare eventualmente la piena correttezza della propria condotta.
LE IPOTESI
Torniamo alle indagini. Inchiesta condotta dai pm Antonello Ardituro e Antonella Fratello, magistrati in forza al pool reati contro la pubblica amministrazione del procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio, in una vicenda coordinata dallo stesso procuratore Gianni Melillo. Al lavoro i carabinieri del Ros, che ieri hanno eseguito le perquisizioni al termine di un’attività che fa registrare una svolta all’inizio dello scorso gennaio. Sotto i riflettori, ci sarebbero due incontri tra gli indagati, nel corso dei quali sarebbero emerse condotte sospette. Un faccia a faccia tra il pm e l’imprenditore Gregorio Fiscina, nel corso del quale il magistrato avrebbe fornito informazioni coperte da segreto investigativo, in merito ad alcune inchieste che sarebbero state condotte dallo stesso Penna. Vicende legate a presunti abusi edilizi, a ipotesi di irregolarità nel corso dell’attività dell’imprenditore. Soffiate a un amico? Difeso dall’avvocato Andrea Castaldo, Penna ha mostrato piena disponibilità a fornire ogni chiarimento agli inquirenti napoletani, nella convinzione della propria estraneità rispetto alle accuse. Possibile il deposito di memorie difensive o un’audizione dello stesso magistrato in Procura a Napoli. Complesso anche il secondo capitolo di questa vicenda, che riguarda invece il ruolo di un consorzio edile (partecipato da 93 aziende) il Rese arch, con cui ci sarebbero stati contatti oggi al vaglio della magistratura napoletana. È in questo secondo capitolo che sarebbe emersa una strana geometria: il ruolo di Penna, quello di alcuni funzionari della Prefettura di Salerno in materia di interdittive, gli incarichi professionali resi dal consorzio alla avvocatessa Gallevi. Al vaglio computer e supporti informatici.”

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