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Salerno, i no vax in piazza: «Viva la libertà di scelta»

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Salerno, i no vax in piazza: «Viva la libertà di scelta». Ce ne parla Salvatore De Napoli in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Oltre 200 persone si sono riunite ieri a piazza Portanova, a Salerno, al grido «No green pass» e «Libertà» contro l’obbligatorietà del certificato verde legato alla Covid 19. I partecipanti lo considerano inutile, dannoso e soprattutto liberticida. «Questi vaccini sono autorizzati solo in via emergenziale e, quindi, non avendo un’autorizzazione completa, non si possono imporre l’obbligo vaccinale né con forme sottobanco, come il green pass che ti costringe a fare il vaccino pur non volendo, sennò rischi il licenziamento», spiega un impiegato di un’azienda privata salernitana presente alla protesta.

I partecipanti ispirano le loro ragioni al premio Nobel e virologo Luc Antoine Montagnier e al medico ed ex primario ospedaliero Giulio Tarro. «Tutti gli altri scienziati, quelli che sono nei reparti dove si curano gli ammalati Covid o docenti di prestigiose università sono venduti o asserviti al sistema», hanno spiegato i partecipanti alla protesta. La loro fonte di informazione, come essi stessi affermano, è la Rete. C’è l’impiegato in un’azienda privata che analizza dati statistici dei morti in Gran Bretagna leggendo dei numeri, la loro suddivisione o ancora per i tipi di vaccini utilizzati e la loro interazione con il risultato complessivo. C’è l’agente di commercio di Salerno, l’ebanista in pensione di Giffoni Valle Piana, il commerciante di Pontecagnano, l’applicato di segreteria, il commercialista ed altri che spiegano problemi di geopolitica attuale e degli ultimi anni. «Da far invidia a illustri capiscuola di geografia economica e storia delle relazioni internazionali», sottolineano alcuni dei passanti ascoltandoli. E così si scopre che «tutto il gota mondiale 11 anni fa si è riunito e avendo scoperto che la popolazione mondiale era troppa ha deciso per una riduzione di massa dell’umanità attraverso, come dice Montagnier, un coronavirus ingegnerizzato. Questa è la terza guerra mondiale e l’arma di combattimento sono i vaccini ». E un altro commerciante, che partecipa alla protesta, spiega: «Siamo tutti vittima dei big pharma, le grandi multinazionali del farmaco, che vogliono creare nuovi malati attraverso i vaccini e assicurarsi così un clienti nel futuro». Non mancano impiegati o professionisti in vari campi, che in questi due anni si sono occupati di virologia.

Non sono tutti però estremisti. C’è un’agente di commercio che protesta contro il Green pass ritenendolo liberticida e in alcuni punti contraddittorio: «Se non ho il green pass non posso stare seduto in un bar, in un ristorante all’interno, ma posso consumare al banco. Che senso ha questa differenza se in quei pochi minuti comunque potrei diffondere il coronavirus?». La comune premessa ad ogni intervistato, seguita solitamente dalla minaccia di avvocati pronti a querelare in caso contrario, è di non scrivere che si tratta di No Vax ma semplicemente di persone che lottano per i diritti civili. Ma su 65 persone intervistate solo due si erano vaccinate. La piazza si è organizzata con il tam tam sui social. Non ha un leader. Punto di riferimento è, però, Solage Hutter, preside a Maiori e che si è dimessa dall’incarico perché riteneva dannose e inutili i protocolli anticovid per i giovani. Donna affascinante, dotata di rara eleganza e trascinatrice: quando parla tutti l’ascoltano. Quando, però, le si chiede perché i Governi ed anche quello italiano avrebbero favorito i vaccini e non le presunte cure esistenti per il Covid, risponde: «Ci sono grossi interessi economici, sociali e geopolitici a carattere non solo italiano». Il Governo avrebbe, per loro, deliberatamente non fatto curare gli italiani, con cure efficaci, causando tanti morti. «Io sto leggendo e interpretando quello che sta accadendo. Non sono cose che dice la preside Hutter ma anche avvocati e a livello internazionale» conclude uno dei manifestanti.

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