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Ravello Festival, bene Bollani peccato per la diretta e il caos sui media, il peggiore di sempre

Ravello Festival, bene Bollani peccato per la diretta e il caos sui media, il peggiore di sempre.

Diciamoci la verità ti chiami Bollani, poteva essere Positano, Capri, Sorrento, o lo stesso Comune di Ravello, togliendo da mezzo questa Fondazione, diventato uno scatolone inutile e ingombrante per la città, e hai il successo assicurato.

Anche se messo in una data diversa dal tabellone delle semifinali degli europei, che vedeva prevedibilmente l’Italia protagonista, avrebbe potuto avere un successo ancora più amplificato.

Questo il comunicato che dipinge la serata in maniera artistica

Che magnifica notte! Prima con Stefano Bollani che, finito il concerto, ha regalato un fuori programma al nostro amatissimo pubblico omaggiando Pino Daniele. Gli ultimi applausi mentre dalla piazza si sentiva già l’inno di Mameli. Poi tutti di corsa a guadagnare una postazione davanti a un monitor per tifare Italia. E per finire i fuochi d’artificio in un cielo carico di felicità. Noi domenica vogliamo il bis. E voi? Intanto la fotogallery di una giornata indimenticabile. 🎶🎶🎶🇮🇹

I commenti stessi sulla pagina però chiedevano la diretta, peccato che non vi sia, almeno un piccolo video, in fondo sono soldi pubblici della Regione Campania ed è giusto che ne fruiscano più persone.

Non solo, ma chi mastica di social network sa come è virale la diretta, quindi un potente mezzo di comunicazione, che fa bene pure al turismo.

Indubbiamente questo Festival è il peggiore di sempre dal punto di vista istituzionale e sfidiamo a dire il contrario, niente Presidente, si dice no a uno scrittore e giornalista come nei Polpot, due anni di commissariamento per guardarsi in faccia.

A livello comunicativo i locali seguono gli eventi, ma fino a un certo punto, sui media, rispetto all’epoca che facevo ufficio stampa con i colleghi della Costiera amalfitana, c’era De Masi che non perdeva un colpo, maestro di organizzazione del lavoro e di comunicazione, Nicola Mansi e lo staff collaudato, ora manca il timoniere, l’ufficio stampa selezionato da Scurati, elogiato con mille interventi e improvvisamente obliato, si è dimesso ed è tornata Lucia Serino, come consulente.

Erano bei tempi l’Auditorium Oscar Niemeyer era una vexata questio in Italia e nel mondo , e faceva brodo, Villa Rufolo un gioiello , diventata splendida con Secondo Amalfitano, unico custode degno, spodestato dai barbari, e ora siamo senza ne capo ne coda.

Il peggiore di sempre! Non parliamo dell’aspetto artistico e del programma, sfidiamo tutti a provare il contrario Si accettano scommesse

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