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Ravello, Falconio verso la presidenza: chiuso il caso Scurati

Ravello, Falconio verso la presidenza: chiuso il caso Scurati. Ce ne parla Giovanni Chianelli in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Mentre il Festival di Ravello ormai entra nella parte più calda della sua programmazione, sembra avviarsi alla conclusione la crisi innescata dal caso Antonio Scurati. È passato un mese esatto dalle dimissioni lampo dell’autore di M. Il figlio del secolo che era stato chiamato alla presidenza della fondazione Ravello dopo 2 anni di commissariamento, dimissioni dovute alla polemica con il presidente della Campania Vincenzo De Luca sulla presenza di Roberto Saviano e del ministro della Salute Roberto Speranza al festival. La fondazione sembra aver finalmente trovato la quadra con una soluzione interna: Diomede Falconio, per tutti Dino. La nomina ufficiale, che avrà la durata di 3 anni, è attesa per i primi giorni della settimana prossima.

49 anni, notaio, napoletano, Falconio è da tempo membro del consiglio d’amministrazione della fondazione. Il suo profilo sembra ideale per i vertici della Regione a cui da statuto spetta la nomina dopo aver sentito il sindaco del comune costiero – perché unisce competenze tecnico-professionali a referenze culturali: Falconio è un grande appassionato di musica classica, socio degli Amici del Teatro San Carlo dall’età di 18 anni, presidente onorario dell’associazione Napoli capitale della musica europea, oltre che giornalista pubblicista e autore di tre romanzi (una trilogia su Caravaggio uscita prima per Cairo, poi per Sem); anche se il titolo a cui tiene di più, dicono, sia quello di presidente dell’associazione ex alunni del Pontano, legato come è alla formazione ricevuta dai padri gesuiti.

Falconio si era detto rattristato, dopo la vicenda Scurati, che si fosse perso lo spirito unitario evocato all’inizio di una stagione così difficile, di ripresa dopo la pandemia. La sua nomina permetterebbe di chiudere un momento di vuoto di potere e di paralisi amministrativa, a cui è seguita l’inevitabile coda di polemiche. Una figura interna per gestire la pacificazione dopo gli scossoni di giugno e il lungo periodo di commissariamento. E soprattutto per lavorare alla gestione amministrativa dell’ente: diversamente da quanto sembrava stesse accadendo con Scurati, la nuova presidenza sarà rivolta alle procedure, ai contratti con gli orchestrali, alle stipule assicurative, e non al programma che resta nelle mani del direttore artistico, Alessio Vlad, la cui carica scade a settembre.

La nuova governance avrà poi il compito di proseguire il lavoro di risanamento svolto dal commissario Almerina Bove, e sarà indirizzata al mantenimento del festival negli standard internazionali che gli sono propri; e, al contempo, dovrà guardare alla destagionalizzazione dei flussi turistici verso Ravello, con un palinsesto che vada oltre i soli due mesi di festival.

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