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Penisola sorrentina, green pass per accedere a bar e ristoranti

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Penisola sorrentina, green pass per accedere a bar e ristoranti.

Massimiliano D’Esposito Ottiene consensi anche in Italia l’iniziativa del presidente francese, Emmanuel Macron, di consentire solo ai cittadini in possesso di green pass di accedere a bar, ristoranti e mezzi di trasporto a lunga percorrenza, come si legge anche da notizie riportate su il Mattino.

L’inquilino dell’Eliseo ha centrato l’obiettivo che si era prefissato: incentivare la popolazione, soprattutto i più giovani, a vaccinarsi. In ventiquattr’ore è così riuscito a far arrivare al servizio sanitario nazionale circa un milione di adesioni alla campagna di immunizzazione per il Covid-19. E il 65 per cento delle richieste, come spiegano dal governo d’Oltralpe, arriva da under 35. Insomma quelli che più degli altri temono di essere estromessi dalla vita sociale.

«La vaccinazione di tutti i francesi è l’unica via per un ritorno alla normalità», ha messo in guardia Macron.

Appello che sta facendo proseliti anche fuori dai confini nazionali, accendendo il dibattito politico a livello europeo. Ed anche in Italia, tra i diversi schieramenti politici, così come tra i virologi, si registrano posizioni favorevoli o contrarie ad importare il provvedimento del presidente francese, magari con qualche aggiustamento. Discussione che si anima in queste ore anche tra i cittadini e nei diversi settori produttivi al di qua delle Alpi.

I vertici di Atex Campania, l’associazione delle strutture extralberghiere di Napoli, penisola sorrentina, costiera amalfitana e isola di Capri, hanno deciso di lanciare un sondaggio tra i propri iscritti. «Sei favorevole o contrario ad imporre il green pass obbligatorio per accedere a servizi come bar, ristoranti o trasporti pubblici?» il quesito posto agli associati.

Il responso non lascia spazio alle interpretazioni: la totalità degli intervistati si è detto a favore della linea adottata in Francia. «Per la prima volta abbiamo registrato l’assoluta unanimità tra le risposte, spiega il presidente di Atex, Sergio Fedele – Tutti favorevoli».

Tutti d’accordo, quindi, sul fatto che il green pass può contribuire a rilanciare il comparto dell’accoglienza, anche se non mancano i distinguo.

«In Italia si è scelta la strada di non obbligare alla vaccinazione – scrive uno degli associati – Bene. Però bisogna assolutamente inibire attività professionali o ludiche a contatto con altri cittadini a tutti coloro i quali rifiutino di vaccinarsi. Semplice. Senza obbligare nessuno». «È necessario – scrive un altro iscritto ad Atex – che a livello ministeriale venga fatta una potente campagna di comunicazione volta a spiegare che il sistema di sicurezza da introdurre è volto ad invogliare ulteriormente i turisti a visitare un Paese che oltre ad essere bello è anche serio». «Adottiamo anche in Italia la linea annunciata dal presidente francese di estendere il green pass per accedere a ristoranti, caffè e trasporti – taglia corto un altro – Di fronte alla risalita dei contagi a causa delle varianti del virus, occorre ribadire il principio fondamentale a chi è ancora scettico: vaccinarsi è l’unico modo per proteggere noi stessi e gli altri, soprattutto i più fragili».

Ma c’è anche chi è scettico sulla possibilità di introdurre in Italia il provvedimento. «È un argomento delicato perché si rischia una discriminazione tra cittadini – evidenzia Francesco Schisano, presidente dell’Associazione ristoratori penisola sorrentina – Deve essere lo Stato a scegliere la strategia giusta, ma noi non possiamo essere allo stesso tempo gestori dell’attività e controllori per poi ritrovarci a discutere anche animatamente con i clienti. Se in Italia si è scelto di non obbligare alla vaccinazione diventa un problema dire chi ha il vaccino sì e chi non ha il vaccino no».

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