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Maiori, le parole di Gerardo Russomando: “Il Sindaco dovrebbe riordinare le idee”

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Gerardo Russomando: «Maiori è un paese che ha una lunga tradizione di egemonia culturale, prima ancora che politica, comunista. Fondamentalmente non è mai esistita una presenza culturale anticomunista e nello stesso mondo ecclesiale esiste, invece, da sempre, un influente filone cattocomunista.

C’è, però, anche una minoritaria realtà politica non comunista che, dopo la scomparsa strutturata dei partiti con le sezioni, grazie al sistema elettorale, ha governato a fine anni novanta ed inizio duemila il paese con il Sindaco Stefano Della Pietra. Alle ultime elezioni quella stessa area culturale egemonica, e maggioritaria anche politicamente, che dopo il crollo del comunismo, si è trasformata, come aveva previsto Augusto Del Noce, in ambientalista ed animalista, aveva ai blocchi di partenza due liste (le divisioni a sinistra sono cosa nota da sempre). Perciò, seppure solo minoranza qualificata, Antonio Capone, con la sua lista, è ridiventato Sindaco.

Oggi, le grandi questioni sul suo tavolo sono poche ma decisive. La prima riguarda la Miramare. La decisione della sua costituzione fu proprio sua nel precedente mandato amministrativo. Adesso, come era facilmente prevedibile, sta diventando sempre di più un carrozzone che succhia soldi e tende ad erogare servizi mediocri, se non addirittura scadenti. Avrà il coraggio di smontarlo?

E veniamo all’altra questione: depuratore. La tattica utilizzato dal fronte unito degli oppositori, largamente maggioritario anche nel paese, è quella di mantenere la questione sotto i riflettori e lasciare lui sui carboni ardenti. Non hanno fretta, i tempi sono lunghi e, comunque vada, questo jolly è tutto a loro favore.

È vero, le elezioni ci saranno fra 4 anni ma, a parte la necessità e la difficoltà di trovare un successore (come Sindaco non è più ricandidabile), sembra quasi che stia facendo di tutto per lasciare campo libero. D’altronde, negli ultimi giorni, invece di contrastare o perlomeno frenare l’onda demagogica animalista delle uova della tartaruga, l’ha cavalcata alla grande, accodandosi di fatto a tutto il fronte post comunista. Forse non si rende neanche conto che prima o poi, dopo questa scelta, qualcuno possa chiedergli: “Scusami Tonino, ma perché, se ci tieni tanto alle uova della tartaruga, vuoi distruggere un’area naturalistica come quella del Demanio?”.

Ho la netta sensazione che abbia perlomeno necessità di riordinare le idee. Diversamente, al prossimo giro l’esito è già scritto: Maiori sarà governata di nuovo dai post comunisti che nel frattempo, con ogni probabilità, oltre ad essere già ambientalisti ed animalisti, saranno diventati anche omosessualisti e vegani. E la prima cosa che proporranno sarà molto probabilmente un cimitero per i cani ed i gatti».

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