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Maiori ed i suoi perché. Una riflessione di Gerardo Russomando 

Riportiamo l’intervento inviatoci da Gerardo Russomando: «Ieri mi ha telefonato un amico da Positano e mi ha detto: ”Senti Gerardo, mi fai capire che sta succedendo a Maiori?”. Lui, ovviamente, si riferiva a tutto il clamore mediatico locale per il mancato concerto al Demanio, la tartaruga e le sue uova, il tifoso inglese, ecc. Gli ho risposto di darmi qualche ora per riordinare le idee.

Iniziamo con il dire che il paese, di suo, fa circa 5.000 abitanti. Ed a sentire molti miei compaesani si vive male e le cose non vanno bene. Sicuramente da oltre un anno siamo immersi anche noi nei problemi della pandemia e per tanti aspetti si vive alla giornata. Però, tutto sommato, il flagello non è neanche particolarmente pesante. Perciò, la prima cosa che tutti sembrano dimenticare è che siamo un paese fortunato, benedetto dal Padreterno. Quanti sono in tutta Italia gli altri paesi dove ogni anno arrivano da tutto il mondo non meno di 100.000 persone, vi sostano diverse ore o giorni, portando anche molti soldi? E quanti sono gli altri paesi dove questi soldi generano lavoro, e quindi piatti a tavola, in maniera diretta o indiretta, per circa 1.000 persone?

Maiori è anche il paese dove il regista Rossellini dopo la Seconda guerra mondiale venne a girare alcuni dei suoi splendidi film cercando la gran parte dei suoi attori tra gli stessi abitanti. Basta rivedere quei film per osservare e capire quante cose sono cambiate profondamente. Innanzitutto, quello era un paese sicuramente più povero, ma i suoi abitanti erano in prevalenza giovani che si sposavano e facevano anche tanti figli. Molti di loro erano anche costretti ad emigrare perché non c’era lavoro sufficiente. Ma, soprattutto, la Fede cristiana permeava la vita quotidiana dell’intero popolo.

Oggi, la realtà che si osserva è profondamente diversa. In primo luogo, la frequenza alla Messa domenicale è ridotta ai minimi termini e, quando si parla di Fede, fondamentalmente, ci si riferisce ad aspetti folcloristici e quindi turistici: fuochi pirotecnici e processioni coreografiche.

Ma le altre cose che non si possono non osservare è che in giro si vedono sempre meno bambini e sempre più cani. Inoltre, sono in costante aumento i manifesti funebri che si concludono con la frase, prima totalmente inesistente, “la salma sarà cremata”.

Conclusione, che sta succedendo? Secondo me ci sarebbe innanzitutto l’esigenza di un serio esame di coscienza dell’intero paese per capire quale futuro ci aspetta. Intanto, come osservava il mio amico, la politica, il mondo ecclesiale e la società civile tutta, sembrano preoccupati solo di ben altro. Siamo davvero immersi nel “nichilismo gaio” di cui parlava Augusto Del Noce? Prima o poi ci sveglieremo dal sonno? In tutta onestà, non lo so». 

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