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Lukaku fa un gesto poco sportivo verso Donnarumma: «Stai zitto…» ma poi deve uscire muto dallo stadio

Tensione tra Lukaku e Donnarumma: «Su Doku non era rigore, glielo volevo dire, ma non mi ha risposto», ha spiegato Gigio dopo la partita

Chi vince festeggia, chi perde spiega. Nel calcio, da sempre, va così. E alla fine a festeggiare è stata l’Italia, da Gigio Donnarumma in poi. Mentre Romelu Lukaku col suo Belgio ha dovuto trovare spiegazioni per una sconfitta, meritata, che pone fine a un Europeo vissuto fino ai quarti di finale con i galloni del favorito. Deve spiegare il Belgio perché questa generazione di fenomeni si sta ritrovando senza nemmeno un successo internazionale. Deve spiegarlo anche Lukaku, uomo simbolo per mille motivi e chiamato a trascinare un Belgio privo di Eden Hazard e con Kevin De Bruyne recuperato in extremis. Le parole spetteranno tutte e a lui che ha esultato rabbiosamente dopo il gol segnato su rigore in chiusura di primo tempo, un rigore regalato dall’arbitro sloveno Vincic e trasformato da Lukaku spiazzando un infuriato Donnarumma. Che il centravanti dell’Inter ha provato a zittire. Era la rete dell’1-2, nell’andare a recuperare il pallone per rientrare a metà campo Lukaku si è portato il dito indice alla bocca invitando Donnarumma a tacere: è stato in ogni caso l’unico episodio di ieri sera che ha visto Lukaku uscire vincitore, un round all’interno di un incontro perso anche ai punti, ripresa dopo ripresa.

CONTRO IL MURO. Era l’avversario più atteso di tutti, è diventato quindi il più illustre degli sconfitti. Pericolo pubblico numero uno, ha lottato per 100 minuti inscenando un duello rusticano contro la coppia di centrali azzurri che insieme sono riusciti a sovrastarlo: uno da solo forse non poteva bastare, l’idea di Roberto Martinez di lasciarlo così a lungo da solo contro Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini è stata vincente ma per l’Italia. Senza esclusione di colpi questa sfida, stritolato tra i due bianconeri, al 26’ si è messo in proprio costringendo Donnarumma al miracolo con il suo piattone a giro. Ecco, quando Lukaku è riuscito a superare il muro eretto da Chiellini e Bonucci, c’è sempre stato un ostacolo ancor più grande da superare, quello rappresentato dal futuro portiere del Psg: tirava aria di battaglia e non solo di derby, qualche conto in sospeso forse è rimasto e qualche parola continuava a essere sussurrata nell’attesa che il Var confermasse il rigore che definir generoso è un eufemismo, dopo averlo trasformato nel gol che ha riaperto l’incontro appena prima dell’intervallo poi Lukaku ha invitato al silenzio in maniera piuttosto plateale Donnarumma e tutta gli azzurri insieme a lui. Meglio evitare, ma la tensione era alta almeno quanto la posta in palio. E quando Doku nel mettere a ferro e fuoco la difesa italiana gli serviva un pallone solo da spingere in rete, è stato Leonardo Spinazzola a respingere la deviazione da due passi di Lukaku. Poteva essere il gol del 2-2, è diventata l’occasione che Lukaku rimpiangerà per chissà quanto tempo ancora. L’urlo di gioia è rimasto in gola a tutto il Belgio. Zittito, sì. Proprio come Lukaku voleva fare con Donnarumma e gli azzurri.

Fonte:corrieredellosport

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