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Lello Esposito a Positano, all’hotel Le Agavi la mostra “h24”

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Lello Esposito a Positano, all’hotel Le Agavi la mostra “h24” . Continua a far parlare di sè la mostra nella perla della Costiera amalfitana di Lello Esposito, artista già noto a noi, ha realizzato il Premio Annibale Ruccello del Positano Teatro Festival, una maschera di Pulcinella, tra l’altro.

È stata definita una mostra «h24» quella di Lello Esposito a Positano, «Vulcano cuore», dato che si tiene tra la hall e la sala da pranzo di un hotel, Le Agavi, fino a ottobre, gratuita e aperta anche a chi non è cliente della struttura. Undici opere, realizzate tra il 2017 e questa primavera, per celebrare la sua prima volta nel borgo costiero: «Quando mi hanno proposto l’idea ho pensato che sarebbe stata perfetta per un ritorno alla bellezza e alla vita», dice l’artista napoletano, alludendo al magnifico panorama che si gode dall’albergo. La vista è sui Li Galli e si chiama proprio «Testa di gallo» la scultura che inaugura il percorso: «Un omaggio alle isole e anche alla prima natura delle sirene che, nel mito originario, erano nient’altro che galline», dice Matilde Romito, l’archeologa che ha curato il commento della mostra.
È iconica la «Sirena corno» appesa a una piccola trave, affacciata dai vetri dell’albergo sullo strapiombo che dà sul mare. Una sintesi di segni riconoscibili, per Esposito, «perché un artista deve seminare tracce evidenti di sé, nel nome di un’ossessione del segno, anche nel suo cammino di cambiamento. Penso che l’arte sia contemporaneamente identità e metamorfosi». I tre dipinti «Vulcano», che pure si affacciano sul panorama mozzafiato, sono stati realizzati appositamente per questa mostra, che lo scultore e pittore ha particolarmente gradito, considerata la location: «Bisogna uscire dalle solite gallerie. La pandemia ha dimostrato che la gente ha fame d’arte. Qui i turisti si possono riunire attorno alle opere, discuterne, a qualunque ora del giorno e della notte».
Un passaggio sentimentale è la tela «Vulcano cuore» che dà il nome all’esposizione: dedicata a Massimo Troisi e Pino Daniele a cui Esposito era legato da rapporti di amicizia, appare nel film diretto dal nipote del comico di San Giorgio a Cremano, Stefano Veneruso, dal titolo «Da domani mi alzo tardi» (in autunno nelle sale), durante la sequenza in cui si sente il brano composto dal Nero a metà, «Sirenuse», ancora inedito.
È in alluminio la miniscultura prodotta in serie che si trova su ogni tavolo del ristorante stellato dell’hotel, «La serra», diretto dallo chef Luigi Tramontano: un vulcano da cui spunta il cuore che fa da simbolo alla mostra: «Volevo fare un richiamo alla materia da cui erano composte le vecchie macchine da scrivere Olivetti». E la serie di maschere dell’inseparabile Pulcinella che stavolta, oltre a essere uno dei leitmotiv dell’artista, si offre come spunto per l’attualità, come spiega: «Quando scelsi Pulcinella come compagno di strada non pensavo che la maschera sarebbe stata un simbolo del nostro tempo. Ma siamo usciti dal periodo peggiore, ora dobbiamo contribuire a migliorare il nostro mondo».
`Hotel Le Agavi, Positano, sino a ottobre

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