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La Campania allontana l’incubo della zona gialla: i dati sono ancora da bianca

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La Campania allontana l’incubo della zona gialla: i dati sono ancora da bianca. Il rischio di un “passo indietro”, almeno per la prossima settimana, sembra non esserci. La preoccupazione per la nuova crescita delle curve del Covid dovuta alla diffusione delle varianti sta mettendo pressione anche sulle istituzioni e sugli esperti che, già negli scorsi giorni, avevano sussurrato l’ipotesi di possibili “retrocessioni” in colori con meno libertà rispetto al bianco per alcune Regioni d’Italia fra cui proprio la Campania. Ipotesi che, al momento, sembra scongiurata: nonostante una crescita dei nuovi casi, infatti, l’impatto sul territorio della “terra felix” non sembra esser tale da far “sforare” i paletti imposti dal Governo per definire le “tonalità” del Paese. E proprio i delegati dell’esecutivo partendo dal viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri – stanno facendo di tutto per scongiurare quest’ipotesi, definita al momento «inutile». La preoccupazione c’è. Ed è pure tanta. Ma per valutare eventuali retrocessioni se ne parlerà soltanto nelle prossime settimane.

I dati da “bianco”. L’ultima settimana del virus in Italia è andata in archivio con una crescita della curva. È il primo “picco” dopo quindici settimane di continua discesa: tra il 5  e 11 luglio, infatti, l’Istituto Superiore della Sanità ha contato 7.972 nuovi casi di Covid. La settimana precedente erano stati “soltanto” 5.260: in sette giorni, dunque, c’è stato un incremento pari al +51,5%. Incidenza che, inevitabilmente, è cresciuta anche in Campania dove, in base ai dati aggiornati all’11 luglio, c’è stata una crescita del virus pari al 56%. Una situazione in peggioramento, dunque, così come indicato anche nell’ultima Cabina di Regia di venerdì scorso che ha assegnato alla “terra felix” un rischio “moderato” d’evoluzione della pandemia. Ma i dati sono ancora da “bianco”. E non sembrano destinati a diventare subito da “giallo”: l’ultimo Rt calcolato per la Campania è pari a 0.77. E, soprattutto, si è molto al di sotto della soglia dei 50 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti necessario per restare “candidi”: nel report di venerdì scorso in Campania sono stati accertati 12.89 nuovi casi in una settimana ogni 100mila abitanti, dato più alto rispetto ai 9.86 della precedente rilevazione. Il dato aggiornato a ieri invece indica come siano stati accertati 20 nuovi casi di Covid ogni 100mila residenti nel territorio che va da Sessa Aurunca a Sapri negli ultimi sette giorni. Un dato accresciuto dalle situazioni che si stanno registrando ormai da giorni – nel Napoletano e nel Casertano. In provincia di Salerno, invece, la situazione è ancora molto tranquilla visto che sono soltanto 9 i casi di Covid accertati ogni 100mila abitanti nell’ultima settimana.

La frenata di Sileri. L’ipotesi “zona gialla” per parte del territorio italiano preoccupa anche in vista della fase “calda” dell’estate. A vestirsi da pompiere e gettare acqua sul fuoco c’ha pensato il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. Il “braccio destro” del ministro Roberto Speranza ha scacciato ogni nube: «Al momento il numero dei contagi è esiguo e non c’è la necessità di un ritorno di alcune Regioni in zona gialla», ha spiegato l’esponente del Governo a Radio24. Tenendo però alta l’attenzione: «È chiaro che se dovessimo avere un’esplosione di casi, ricoveri e pressioni degli ospedali, andrà fatto un passo indietro. Ma ad oggi questo rischio non c’è». Per gli esperti, invece, la possibilità di alcune retrocessioni esiste. Come per Nino Cartabellotta, numero uno della Fondazione Gimbe: «Quando ci si avvicina ad un periodo di maggiore circolazione del virus con un minore impatto sugli ospedali, si rischia la zona gialla, motivo per cui le Regioni chiedono di modificare i parametri», ha spiegato ieri. «Questo non significa che non si debba potenziare il tracciamento. Se il sistema di colori è tarato in come primo parametro sull’incidenza settimanale è evidente che alcune regioni rischiano la zona gialla ». Sulla stessa linea d’onda anche il virologo Fabrizio Pregliasco: «Alcune restrizioni potranno essere anche previste purtroppo, è orribile ma potrebbe essere necessario. Ad oggi abbiamo bloccato e ridotto il fronte dell’incendio, ma abbiamo tanti fuocherelli che se non monitoriamo ci scappano. Serve effettuare un tracciamento capillare».

Fonte La Città di Salerno

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