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Impennata di contagi a Mykonos: l’allarme per i cinquemila napoletani sull’isola

Impennata di contagi a Mykonos: l’allarme per i cinquemila napoletani sull’isola. A parlarcene è Gennaro Di Biase in un articolo del Mattino. 

C’è un filo rosso strettissimo che collega Napoli a Mykonos. Sono «almeno 5mila» i napoletani presenti sull’isola in queste ore, e tutti loro sono finiti nel caos del coprifuoco indetto ieri dalle autorità greche per contrastare l’escalation di contagi e da variante Delta. Allarme per le disdette di viaggi con le relative perdite economiche, timore delle «quarantene di ritorno» e paura di restare in Grecia in uno degli alberghi Covid center messi a disposizione e pagati dal Governo locale per ospitare i turisti positivi al virus, obbligati dunque a rimandare il ritorno a casa di almeno dieci giorni. Queste sono le principali preoccupazioni dei vacanzieri che in questo momento si trovano a Mykonos. A rischio c’è «il 40% delle prenotazioni da Napoli, cioè 2mila viaggi», spiega il tour operator partenopeo esperto di Mykonos Giampaolo Sinno, in arte e sui social detto, appunto, “Giampaolo Mykonos”. Malta, Spagna e Grecia: sono proprio le mete che si erano mosse prima sui piani-vacanza a contare oggi una situazione più critica sulla ripresa dei contagi.

Cinque ore di coprifuoco, dall’una alle 6. Più il divieto di suonare musica per bar e lounge dalle 18 in poi fino al 26 luglio: queste le misure adottate dalla Protezione Civile ellenica per contrastare l’impennata di contagi, che nell’ultima settimana si sono quadruplicati nella celebre isola greca scelta da tantissimi napoletani. La notizia delle restrizioni ha viaggiato sugli smartphone già ieri a Capodichino, proprio a ridosso della partenza. «Sono preoccupata – sospira la signora Balestrieri mentre la figlia varca il gate – Ma alla fine i suoi desideri hanno avuto la meglio. Mia figlia non aveva festeggiato neppure i 18 anni». Troppo tardi, insomma, per rinunciare alla partenza del volo diretto a Zakhintos delle 14.40. Prima dell’imbarco, sono tante le chiamate dirette ad amici già presenti sull’isola. «Come vanno le cose là a Mykonos?», la domanda ricorrente. «Abbiamo appena letto – la risposta – Fino ad oggi è stato tutto normale, vedremo». Serate attesissime saltate a poche ore dall’evento, locali che non potranno aprire. Giovanissimi che dovranno restare in albergo: è specialmente il turismo della Mykonos del by-night dei teen-ager a essere schiacciato. E cioè, è il turismo di una gran parte dei partenopei che scelgono la Grecia, con ben 12 voli settimanali da Napoli, da 150-180 persone ciascuno. Parliamo di 1800 partenze a settimana, con una permanenza media di 5 giorni sull’isola per ogni turista.

Risponde da Mykonos anche Giampaolo Sinno, e i numeri che snocciola non sono di poco conto. «Il problema sta nel fatto che il Governo ha sempre dichiarato l’assenza di restrizioni sull’isola, fino al comunicato di ieri verso ora di pranzo – esordisce – L’isola è strapiena, al momento, ma queste notizie spaventano i turisti. Si spera che la musica non venga staccata fino a mezzanotte, altrimenti sarà la fine per tutti i gestori. Stanno arrivando tante telefonate preoccupate e di richieste di chiarimenti. Mi aspetto almeno un 40% di disdette da Napoli da qui a 10 giorni. Parliamo di un paio di migliaia di persone circa. Sul rientro, chi è vaccinato tornerà senza problemi. Per chi non è vaccinato, invece, bisognerà fare il test. Inoltre, Mykonos è uno scalo aeroportuale per le altre isole: il numero di positivi, qui, è dunque più alto. Lunedì dovevo inaugurare un locale a assieme ai miei soci, una cena spettacolo italiana con dj set e party-joker. Le perdite saranno terribili. I napoletani a Mykonos fanno il 20% del turismo italiano: oggi ce ne sono tra i 5mila e i 6mila sull’isola». Lo scenario delle restrizioni, dunque, preoccupa gli operatori specialmente in prospettiva: «Anche le mie prenotazioni caleranno del 40% – aggiunge Sinno – sperando che le restrizioni cessino entro il 26 luglio. Tanti turisti che hanno prenotato la vacanza qui ad agosto aspetteranno di capire se il coprifuoco sarà o meno prolungato. Non mi arrivano invece notizie di chi vuole andare subito via dall’isola. Il clima è tranquillo. La paura casomai è quella di una eventuale quarantena di ritorno, una volta in Italia. Restano le comunque importanti attrazioni dell’isola legate a mare e cultura».

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