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Il gruppo “Nuova Primavera Maiorese” sulla necessità delle spiagge libere ed i diritti dei più deboli

Riportiamo il post pubblicato dal gruppo “Nuova Primavera Maiorese” sulla propria pagina Facebook: «Salerno ha realizzato nuove spiagge libere immesse in un sistema complessivo in via di completamento. Porto Marina di Arechi, nuovi quartieri residenziali, pub e discoteche della litoranea, strutture sportive e ricreative…

Da tempo stiamo segnalando che un simile sistema integrato si pone seriamente, anche per la Costiera e Maiori in particolare, come nuovo competitor alternativo nel turismo balneare. Ed impone, ancora più urgentemente, la diversificazione, qualificazione e destagionalizzazione dell’offerta turistica, con l’aggiunta di alternative tipiche locali per l’attrazione dei nuovi turismi ambientale e culturale, come già avviene in alcuni casi.

Venendo al tema in questione, per le spiagge libere il Comune di Salerno ha emesso un bando con cui incamera canoni per le casse del Comune. Ma soprattutto, come stiamo segnalando da tempo, i bandi per le spiagge libere prevedono accesso libero ed offerta di servizi facoltativi ad eventuale richiesta dei fruitori.

“Possibile passeggiare, installare il proprio ombrellone, prendere il sole sulla propria sdraio, fare il bagno senza alcun tipo di pagamento o limitazione godendosi così ore di relax all’aria aperta. I soggetti privati potranno offrire, a richiesta, servizi balneari aggiuntivi come ombrelloni e sdraio, bar e piccola ristorazione ai bagnanti interessati che lo desiderano”.

Maiori possiede gli spazi più ampi di tutta la Costiera amalfitana! Ma da anni sembra non avere più posto per i propri cittadini, soprattutto i più deboli. La questione spiagge libere è solo l’ultima puntata di un processo molto più ampio e profondo!!!

Nuovamente ribadiamo che sui diritti dei più deboli, soprattutto bambini ed anziani, non possiamo fare finta di niente. In Italia esiste una normativa che va semplicemente rispettata. Da cittadini non ci accontentiamo di strumentalizzazioni o facile propaganda.

La Legge nazionale obbliga ad un’adeguata proporzione tra le spiagge in concessione e le spiagge libere. Perfino la normativa Covid19 della Regione Campania non ha mai abolito le spiagge libere, ma solo regolamentato gli accessi che devono restare liberi, secondo modalità di cui i Comuni devono farsi carico almeno per le fasce più deboli della popolazione!

Questa è un’esigenza di civiltà per i cittadini più deboli. Ed una priorità per garantire le presenze nelle strutture ricettive locali che non reperiscono spazi sufficienti negli stabilimenti balneari ormai saturi.

Di fronte a risposte insufficienti, per garantire i diritti è tempo di agire nel rispetto delle procedure garantite dall’Ordinamento democratico».

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