Quantcast

Funivia del Faito, scatta l’inchiesta: «Eravamo troppi in cabina»

Funivia del Faito, scatta l’inchiesta: «Eravamo troppi in cabina». Ce ne parla Fiorangela d’Amora in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

«Papà dove sei? Da mezz’ora sono sospeso per aria, ho paura». Mattia è uno dei 30 passeggeri che domenica pomeriggio si trovava in una delle due cabine della Funivia del Faito rimaste per due ore sospese nel vuoto. A due minuti dall’inizio del viaggio l’impianto si è fermato a causa di un blackout elettrico, e dopo i primi momenti serviti a capire cosa stesse accadendo, e un tempo interminabile passato a sperare che il viaggio riprendesse, il 18enne ha scritto su whatsapp al papà che si trovava ancora sulla montagna. «All’inizio credevo si fosse fermata per il vento, la cabina dondolava. Poi mi sono reso conto che era tutto spento – racconta Mattia –  non si sentiva il rumore delle macchine come solitamente avviene e così ho capito che si trattava di un fermo diverso». Ma a bordo il giovane mantiene la calma come la maggior parte dei passeggeri. «I bambini hanno inventato giochi, visto cartoni con il cellulare e poi i genitori hanno intonato canzoncine per distrarli. Sono stati bravi, ma il merito di averci rasserenato è stato del controllore che ci ha spiegato che restare fermi era una sicurezza».

I DUBBI Il giorno dopo, il racconto si fa più sereno, l’adrenalina del momento è passata ma c’è chi tra i passeggeri vuole vederci chiaro. «Speriamo non ci siano responsabilità umane ma solo problematiche tecniche altrimenti andremo avanti con le denunce – scrive Iolanda sui social – siamo stati quasi un’ora senza sapere nulla, inoltre era l’ultima corsa e hanno caricato le cabine al massimo». Aspetti sui quali anche la magistratura indagherà visto che la Procura di Torre Annunziata ha aperto un’inchiesta per valutare se tutte le procedure siano state attuate correttamente e se su eventuali anomalie vi siano responsabilità da parte dei dirigenti Eav.  La funivia era partita alle 17,20 dalle stazioni di Castellammare e del Faito. Una corsa extra per riportare a valle gli ultimi escursionisti: «Il numero esatto era di 26 adulti e 5 bambini – precisa Eav –  La capienza massima in cabina è di 35 persone, ridotte oggi all’80% per le disposizioni anti-covid, per cui il limite scende a 28. Essendo l’ultima corsa in discesa sono stati fatti salire tutti i bambini, anche in ossequio alle linee guida della conferenza delle Regioni del 28 aprile che prevede che in discesa si possa arrivare a 35 se ci sono file».
Quanto alle verifiche del sistema elettrico il presidente di Eav Umberto De Gregorio è tranquillo: «Sono state effettuate tutte le operazioni di controllo sull’impianto che hanno confermato che il fermo è stato causato da un fattore esterno, un blackout elettrico che ha provocato la rottura di un fusibile. Il guasto è stato gestito correttamente dal personale di servizio, con grande professionalità». Dopo la sospensione dovuta alla necessità di effettuare le verifiche, oggi il servizio riprende regolarmente. E tra i passeggeri che torneranno a bordo c’è anche Mattia che non ha perso la fiducia nell’impianto. «Dopo la tragedia del Mottarone ne abbiamo parlato in famiglia, ero e sono consapevole che la funivia del Faito non può cadere».

IL CALO Eppure proprio dopo quel tragico 23 maggio, la funivia non raccoglie più folle di turisti in attesa. Anche l’orario ridotto alle 17 è lo specchio di un’affluenza inferiore rispetto agli ultimi anni. «Il prossimo weekend – spiega Antonio Rozza, direttore dell’impianto – prolungheremo le corse fino alle 20 per la presenza di eventi in montagna. Il guasto è dipeso da cause esterne, la stazione per alcuni secondi era rimasta totalmente al buio, la sicurezza delle funi non è mai stata in discussione». I sindacati dei lavoratori hanno difeso «la professionalità del personale dipendente» puntando il dito contro «l’arretratezza e il cattivo lavoro svolto da aziende esterne negli ultimi 15 anni», come commenta il segretario generale Fit-Cisl Campania Alfonso Langella augurandosi che «Eav finalmente investa in nuove tecnologie ovunque e con particolare attenzione alla parte elettrica dove è carente e arretrata, come si evince anche da episodi di recente registrati sui treni e su cui attendiamo ancora chiarezza». E dal Faito anche i ristoratori della montagna provano a rassicurare i viaggiatori: «Quanto accaduto ha evidenziato ancora una volta l’efficienza del sistema di sicurezza della funivia – spiega Danilo Somma, titolare dell’hotel Sant’Angelo – Il disagio non ha fatto altro che testare, in tutta sicurezza, l’efficienza e la professionalità degli addetti dell’Eav. Perciò – conclude Somma – lancio un appello a tutti: continuate a utilizzare la funivia come mezzo di trasporto sicuro e veloce per raggiungere il monte Faito».

Commenti

Translate »