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Falsi Green pass venduti online a Napoli

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Falsi Green pass venduti online a Napoli Giuseppe Crimaldi su Il Mattino principale quotidiano della Campania
Falsi Green Pass venduti online, scatta l’allarme rosso. Dal 6 agosto il certificato sarà obbligatorio per sedersi ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti, accedere a eventi sportivi, spettacoli, cinema, teatri, palestre, piscine, fiere e congressi. Un boccone ghiotto che non è sfuggito ai truffatori che si nascondono tra le pieghe della Rete: personaggi senza scrupoli che cambiano pelle come i serpenti, adattando le proprie attitudini criminali a seconda delle esigenze del momento.
L’ALLARME
Un alert è stato diramato la scorsa settimana da Roma anche a Napoli. A raccoglierlo sono stati gli esperti del compartimento regionale della Polizia Postale della Campania, guidato dal primo dirigente Maria Teresa Romano: e da giorni negli uffici di San Giovanni a Teduccio gli 007 della Polposta stanno passando al setaccio esposti, segnalazioni e soprattutto i portali dei social network, sui quali sono comparsi gruppi che annunciano di poter garantire – previo pagamento di 100-200 euro – il rilascio di Green Pass ovviamente falsi a chiunque, a cominciare da chi non si è sottoposto nemmeno alla prima dose di vaccino.
Giocano col fuoco, gli «amministratori» di questi gruppi che altro non sono che un’accozzaglia di lestofanti con alta competenza informatica. Lo fanno sapendo di violare il codice penale perché – come spiega la stessa dirigente della Polizia Postale della Campania – «le loro condotte integrano una serie di violazioni e di reati, a cominciare dalla frode aggravata dal metodo informatico». Ma a rischiare una condanna severa sono, ovviamente, anche le persone che si rivolgono loro per aggirare la legge e ottenere un falso documento, quello che attesta l’avvenuta doppia vaccinazione.
LA TECNICA
Ma chi c’è dietro questa organizzazione criminale? Difficile dirlo, almeno al momento. Di certo anche sul tavolo degli investigatori napoletani sono passati almeno due, tre siti comparsi nei giorni scorsi sulle pagine di «Telegram», e poi improvvisamente svaniti nel nulla.
Per gli esperti della Polposta, Telegram resta un territorio difficile da dragare fino in fondo: confermandosi una vera e propria zona franca digitale dove tutto appare possibile. E di questo approfittano gli hacker e quell’ampia categoria di malintenzionati che l’hanno eletta a terreno di caccia per le loro scorribande sul Web.
Costoro utilizzano la più antica delle tattiche di guerra, adattata a internet: quella dell’attacco seguito da una rapida ritirata strategica. Un sapiente «touch and go». Cogliendo l’effetto sorpresa, lanciano l’offerta di Green Pass venduti illegalmente, incassano fior di denari e poi cancellano la pagina. Così chi si è visto si è visto. In altre (rare) occasioni invece è proprio il network ad accorgersi di questi tentativi di frode informatica: e così interviene bannando amministratori e titolari della pagina sospetta.
LA LUSINGA
Ma torniamo agli annunci che continuano a comparire a intermittenza su alcuni social. Un certificato digitale per una sola persona costa 100 euro, quello cartaceo viene promesso invece a 120. Una fioritura di promesse truffaldine che prende ilnome di ««Greenpass Ufficiale» (e che conta oltre 100mila iscritti), o «Green Pass Qr Code» (50mila, in costante crescita).
«Abbiamo fornito – si legge in uno di questi gruppi pirata – oltre 1200 Green Pass in tutta Italia, e per ottenere il Green Pass grazie al nostro aiuto non sarà necessario fare alcun tampone, né vaccinarsi e neppure essere guariti antecedentemente dal virus. Dovrai essere semplicemente in possesso di una tessera sanitaria ed un documento di riconoscimento in corso di validità. Riceverai il tuo Green Pass in forma cartacea ed/o digitale, per il materiale cartaceo sarà necessario fornire un indirizzo di recapito. Per il digitale sarà sufficiente fornire un numero di telefono od un indirizzo email».
«Ancora presto per analizzare le conseguenze del fenomeno – conclude la dottoressa Romano – o per dire che a rivolgersi a queste piattaforme illegali siano in prevalenza i giovani. Stiamo effettuando un monitoraggio attento e capillare: i passaggi in rete degli utenti lascia sempre una traccia, e noi disponiamo degli strumenti per scovare autori e complici delle frodi. La prevenzione, su questo fronte, resta lo strumento più importante».

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