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Da Casola (Posidonia) un no all’overtourism: “Positano non deve tornare una meta per crocieristi e carovane”

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Overtourism: una delle parole più usate negli ultimi anni. Sempre più spesso, infatti, le mete turistiche soffrono per l’overtourism, il sovraffollamento turistico. Luoghi che tutti vogliono vedere perché sono “famosi”, scene di film girate in località (come il Lago di Braies, Capri o la stessa Positano) che ora attirano orde di turisti “mordi e fuggi”: si fermano giusto il tempo per un selfie e poi ripartono per la prossima tappa famosa. Questo tipo di turismo di massa causa inquinamento, devastazione della natura e disagio delle popolazioni locali. Vediamo nel dettaglio che cos’è l’overtourism, quali sono le sue cause, quali le conseguenze e cosa si può fare per evitarlo.

Dopo il Covid sono ripresi i flussi turistici, ma ora in maniera contenuta rispetto al 2019. Vito Casola, presidente dell’associazione ambientalista e culturale  Posidonia e titolare della rinomata boutique Brunella, di famiglia di imprenditori ci tiene a sottolineare un aspetto:

“Positano non deve essere invasa come avveniva prima del Covid da torme di turisti, crocieristi, carovane di migliaia di persone via terra e via mare che ne mettono a repentaglio il fragile equilibrio, spero che con la fine della pandemia non torni questa invasione che distrugge il turismo di qualità, ma soprattutto la vivibilità, ci deve essere un turismo sostenibile”

Diciamo la verità, da Positano è partita la “crociata” contro i bus turistici e contro le invasioni via mare e via terra, non da ora. L’associazione Posidonia da oltre un quarto di secolo ha messo al centro battaglie ambientali, fra cui  quella di realizzare il depuratore, che qui le associazioni hanno voluto con forza e così hanno ottenuto vari riconoscimenti, fra cui la Bandiera Blu, e hanno voluto cercare di risolvere i problemi ambientali del paese, invece di combattere le soluzioni, sensibilità ambientale ancora presente fortemente. Qui gli stessi cittadini denunciano le situazioni di disagi e disservizi, dalle associazioni alle parti politiche, mettendo al primo posto l’ambiente, non a caso Positano è stato anche il primo paese a dotarsi di una pulizia del mare. Ma oltre questo l’ultimo fronte della piccola Positano è quella di combattere contro l’overtourism e non sono bastati due anni di lockdown per la pandemia da coronavirus Covid – 19 a far dimenticare il caos, le file chilometriche, ore per percorrere pochi chilometri, impossibilità di muoversi anche a piedi, e persino di respirare in certi casi.

Quindi in tempi non sospetti si facevano queste battaglie, sostenute da un ventennio da noi in prima fila, con gli articoli, e non solo, abbiamo partecipato a manifestazioni, raccolte di firme, incontri e scontri per sostenere in tutte le sedi queste ragioni, con il sostegno del Comune di Positano, come quando combattemmo contro il “mostro” dei possibili pozzi petroliferi in Costiera amalfitana nel Golfo di Salerno dalla Elf, il paese, forse molti lo dimenticano, stava soffocano. Mai più!

Dunque sentivamo la necessità di combattere, e lo abbiamo fatto in prima persona, amiamo il nostro paese, la nostra terra, e questo riversamento di masse incontrollate di persone rendevano impossibile vivere. Ci appoggiavamo all’UNESCO, visto che siamo riconosciuti come zona protetta, a motivi di salute e di ordine pubblico, insomma non era facile configurare questa esigenza che il nostro paese, e noi di Positanonews, sentivamo anni fa, per fortuna in quella battaglia in cui noi di Positano eravamo antesignani, condivisa  con Praiano, Amalfi e Ravello, ora c’è una grande sensibilità internazionale.

Ora si utilizza a livello internazionale e per gli addetti al settore il termine “overtourism”. E’ bene che ci prepariamo, la politica turistica non deve essere miope ma guardare agli obiettivi a lungo termine. Facciamo attenzione perché località famose come Positano, una cartolina amata e imitata da tutti, chiunque si appropria del nostro nome e delle nostre immagini per promuovere se stessi sfruttandoci, è molto attrattiva, questo significa che qui difficilmente, a meno di nostre scelte suicide, il turismo finirà a Positano, ma anche che il nostro paese e il suo turismo potranno essere stritolati dalle invasioni di masse, cioè da quello che oramai si chiama “overtourism”  anche molto più di prima.

Che cos’è l’overtourism?

Overtourism è un neologismo che indica il sovraffollamento di turisti in una meta vacanziera. Il termine è stato inserito per la prima volta nel dizionario Oxford nel 2018, e candidato come parola dell’anno. L’Overtourism, letteralmente “troppo turismo” un fenomeno complesso che va analizzato da vari punti di vista. In sostanza il concetto si riassume facilmente nella domanda: questo luogo risente della presenza di un numero di turisti superiore a quello che il luogo e gli abitanti possono sostenere?

Quando si parla di mete turistiche naturali, come riserve, oasi, spiagge, parchi e montagne, è fondamentale che il turismo rispetti l’ambiente naturale, inclusi flora, fauna e microclima. Quando la destinazione è una città, il turismo deve principalmente rispettare i residenti, così come la cultura locale e i siti archeologici, piccoli microcosmi bloccati nel tempo che vanno tutelati. Se tutto ciò non accade, si parla di overtourism, o di turismo insostenibile per il luogo, per la natura, per le persone che vi abitano.

Le cause dell’overtourism

Le persone che si muovono nel mondo sono più di 1,4 miliardi ogni anno, e stanno crescendo ad un ritmo esponenziale. L’Organizzazione mondiale del turismo prevede che nel 2030 il flusso internazionale di turisti supererà i 2 miliardi. Questo numero altissimo di persone si concentra su poche destinazioni turistiche al mondo, che soffrono di un’eccessiva presenza di turisti. Le cause del troppo turismo sono molteplici: dai film famosi che rendono celebri le mete turistiche, alla facilità con cui si può raggiungere qualunque angolo di mondo, alle crociere che con prezzi ridotti portano grandi quantità in giro per i mari. Abbiamo parlato delle crociere e del loro impatto ambientale in questo articolo.

Una tendenza del momento è il turismo influenzato dalla cultura di massa, per il quale la meta turistica viene scelta in base ai social media, gli influencer, programmi televisivi e film. Il turismo influenzato dai prodotti cinematografici e serie tv, detto anche cineturismo, ha prodotto, in alcuni casi, vere catastrofi. Un caso esemplificativo è quanto è succede nelle isole del Pacifico: in Thailandia a Maya Bay, dove è stato girato il film “The beach” con Leonardo Di Caprio. Negli anni la piccola spiaggia è stata invasa dai turisti che volevano vedere il set cinematografico del film, costringendo il governo thailandese a vietare l’ingresso ai turisti per ristabilire il delicato equilibrio della bellissima baia.

L’aumento dei voli aerei low coast e delle crociere sono certamente tra le cause dell’Overtourism.

I numeri pubblicati dall’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto) parlano chiaro: anche in Italia abbiamo esempi di come il turismo di massa danneggi la natura e i residenti delle città invase dai viaggiatori. Venezia, ad esempio, viene visitata da circa 20 milioni di persone l’anno. Un numero un po’ troppo alto per una città così delicata, devastata anche dall’inquinamento causato dalle navi da crociera.

Navi da crociera a Venezia, una delle cause di overtourism

Anche Firenze, Capri e il Parco Nazionale delle Cinque Terre in Liguria soffrono per il numero troppo alto di turisti che arrivano ogni anno. Questo afflusso sta portando le amministrazioni dei vari comuni italiani a prendere provvedimenti per limitare il numero di entrate.

Le conseguenze dell’overtourism

1. Distruzione degli ecosistemi naturali
La flora e fauna sono usualmente le prime primi a risentire delle troppe persone presenti nelle mete turistiche naturali più gettonate. Deforestazione, sfruttamento incontrollato del suolo, inquinamento e nessuna politica di sensibilizzazione e salvaguardia degli ambienti naturali hanno portato in alcune destinazioni naturali alla distruzione di interi ecosistemi. In alcuni casi questa situazione non ha possibilità di riscatto, come, ad esempio, quello che succede alle barriere coralline in tutto il mondo. Rovinati in maniera irreparabile dal surriscaldamento globale e dai turisti, i coralli fanno parte di un sistema naturale che si sta estinguendo.

2. Aumento dei rifiuti
Un’altra conseguenza del turismo di massa è il grande accumulo di rifiuti che non viene differenziato e che crea un grande problema ambientale di smaltimento e inquinamento. L’isola di Boracay, nelle Filippine, è stata chiusa al turismo proprio per questo motivo: ristabilire l’ecosistema dopo anni di turismo incontrollato. Il problema dei rifiuti è molto rilevante anche sull’isola di Bali, che sta cercando di contrastarlo grazie al pensiero Zero Waste Bali.

3. Fuga e malessere dei residenti
I più colpiti dal troppo turismo sono gli abitanti del luogo. In tutta Europa, in città come Barcellona, Amster­dam e Venezia, il fenomeno dell’overtourism ha scatenato forti tensioni da parte degli abitanti. I residenti reclamano l’aumento dei prezzi delle case e gli affitti introvabili, gonfiati a causa della diffusione di piattaforme online come Airbnb, ma anche la scomparsa dei piccoli negozi e botteghe, sostituiti da shop turistici, e l’invivibilità delle loro città. Una conseguenza ultima del troppo turismo è la fuga dei residenti dalle loro città, che sono diventati teatrini turistici, perdendo così la loro autenticità e bellezza.

Soluzioni all’overtourism per le destinazioni

Alla luce dell’aumento dei flussi turistici in tutto il mondo, l’organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) ha dedicato un intero Rapporto al fenomeno dell’overtourism. Certamente non c’è un’unica soluzione all’overtourism, ma tanti piccoli accorgimenti che possiamo avere durante le nostre vacanze. Il Report “Overtourism’? Understanding and Managing Urban Tourism Growth beyond Perceptions” propone così 11 strategie e 68 misure per contrastare il troppo turismo.

Ecco gli 11 suggerimenti che possono essere seguiti dalle destinazioni turistiche per contrastare il fenomeno dell’overtourism:

Incentivare la dispersione dei turisti all’interno della città, e anche oltre nel territorio, suggerendo la visita di mete meno note e di aree meno turistiche.
Promuovere il turismo in periodi diversi (ad esempio fuori stagione) e in fasce orarie diverse dalle più gettonate.
Creare nuovi itinerari e attrazioni turistiche diverse dalle più frequentate.
Rivedere e migliorare i regolamenti, ad esempio chiudere al traffico alcune aree più fragili o troppo frequentate.
Attrarre tipologie di viaggiatori più responsabili.
Garantire i benefici del turismo alle comunità locali, ad esempio aumentando il numero di abitanti impiegati nel turismo, e coinvolgendo i residenti nella creazione di esperienze turistiche.
Sviluppare e promuovere esperienze della città o del territorio che beneficino sia i turisti che i residenti.
Aumentare le infrastrutture e i servizi della località.
Coinvolgere la comunità locale nelle decisioni e scelte turistiche.
Educare i viaggiatori e comunicare loro come essere più responsabili e rispettosi del luogo.
Monitorare e misurare i cambiamenti.

E noi cosa possiamo fare?

Molte volte non sappiamo cosa ci circonda e che perle naturali possiamo trovare proprio dietro l’angolo senza bisogno di andare in capo al mondo prendendo aerei che emettono quantità enormi di CO2 . Il turismo lento e sostenibile propone località autentiche, che arricchiscono le comunità locali e chi investe in attività eco-sostenibili. La vera vacanza potrebbe essere anche per te quella in cui ti rilassi e stacchi la spina, ricaricando le energie a contatto con la natura, diminuendo il più possibile il tuo impatto ambientale.

La buona notizia è che ciascuno di noi può fare la sua parte per contrastare l’overtourism e promuovere il turismo sostenibile.

Ecco 5 semplici idee, un vademecum, per promuovere il turismo di qualità, invece che quello di quantità, ogni volta che viaggiamo:

Evita i voli aerei e le crociere, muoviti in treno e con i mezzi pubblici ogni volta che puoi.
Non fare le tue scelte seguendo la massa: se tutti vanno in montagna il 15 di agosto, perché non scegliere una data diversa?
Organizza le tue vacanze in modo alternativo, scegli destinazioni autentiche e meno turistiche.
Viaggia fuori stagione: primavera e autunno sono stagioni bellissime e meno costose.
Rispetta i luoghi che visiti , cerca di vivere come un “local”, immergerti nella cultura del posto e fare amicizie con gli abitanti.

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